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RICERCA – LO STUDIO: I ROBOT POTRANNO MUOVERSI GRAZIE A CELLULE MUSCOLARI

Posted on 07 giugno 2013 by redazione

japan_robots_2_280xFreeGIOVANE RICERCATORE APRE SCENARI INEDITI

Nuove possibilità per la progettazione e per la realizzazione di robot flessibili e bioispirati arrivano grazie ai lavori presentati e premiati durante il convegno di una società scientifica da parte di un giovane ricercatore dell'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e del Centro di Micro-Biorobotica dell'Iit, Istituto Italiano di Tecnologia. La presentazionedi Leonardo Ricotti – questo il nome del giovane ricercatore, un assegnista di ricerca – ha ricevuto un importante riconoscimento dalla Società italiana di biomateriali, che gli ha assegnato il «Best oral presentation award».
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Ricotti ha presentato il lavoro intitolato «Engineered materials for the development of biohybrid actuators», realizzato insieme a Gianni Ciofani, Virgilio Mattoli, Paolo Dario e Arianna Menciassi, questi ultimi rispettivamente direttore e docente dell'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna. Il lavoro che ha permesso a Ricotti di ricevere questo premio riguarda lo lo studio e il conseguente sviluppo di biomateriali ingegnerizzati e di sistemi di «stimolazione alla nanoscala», per arrivare a una nuova generazione di attuatori, che permettono i movimenti, basati su cellule muscolari. I risultati di questa attività rappresentano appunto un passo ulteriore per l'applicazione di materiali avanzati nell'ambito della biorobotica e aprono nuove possibilità per costruire macchine flessibili e bio-ispirate.

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FERRARI: PREMIO DEL GOVERNO BRITANNICO INNOVAZIONE E RICERCA ASSEGNATO ALLA BORSA DI MILANO, RICONOSCE SIMBOLO MADE IN ITALY

Posted on 25 gennaio 2013 by redazione

Ferrari_Design_Competition_2005_Fiorano_IED_TorinoLa Ferrari ha vinto il premio per l’Innovazione e la Ricerca nel campo dell’ingegneria avanzata assegnato dal governo Britannico nell’ambito della sesta edizione degli UK-Italy Business Awards. Alla cerimonia ha preso parte il responsabile tecnico della Casa di Maranello, Roberto Fedeli, che ha ritirato il premio nella sede della Borsa di Milano, alla presenza del ministro inglese per l’innovazione, Michael Fallon, Corrado Passera, ministro dello sviluppo economico, infrastrutture e trasporti, e l’ambasciatore britannico in Italia, Christopher Prentice. Con questo titolo il governo britanico – si legge in una nota – riconosce formalmente il ruolo della Ferrari nel Regno Unito come simbolo dell’eccellenza italiana nell’industria automobilistica, campo nel quale continua a rafforzare e dare spinta all’innovazione nell’ambito dell’ingegneria avanzata.

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STAMINALI – LA CRISI FRENA GLI STUDI SUL TRAPIANTO MADE IN ITALY CONTRO LA SLA

Posted on 11 dicembre 2012 by redazione

La crisi rischia di frenare la sperimentazione italiana sulla Sla, che ha portato qualche mese fa al primo trapianto al mondo di cellule staminali cerebrali umane contro la malattia neurodegenerativa oggi incurabile. «Dal punto di vista economico il momento è difficile», spiega all’Adnkronos Salute Angelo Vescovi, co-coordinatore della ricerca di fase clinica I, a margine della presentazione a Milano di un candidato farmaco contro la forma più diffusa di cancro al cervello. «Quella in corso – precisa Vescovi, fondatore e direttore scientifico dell’associazione senza fini di lucro Neurothon, e direttore scientifico dell’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza di Padre Pio di San Giovanni Rotondo (Foggia) – è, a mia conoscenza, l’unica sperimentazione umana no profit» di questo tipo. «Un elemento che indubbiamente ha triplicato i tempi, causando enormi ritardi. Basti pensare che la società biotecnologia che sta portando avanti una sperimentazione gemella alla nostra ha potuto disporre di 12 milioni di dollari, contro i nostri 2,5 milioni di euro». La natura no profit della sperimentazione ‘made in Italy’, autorizzata dall’Iss, ne ha quindi rallentato l’iter. E ora, con l’aggravarsi della crisi, rischia di procedere ancora più a fatica. «Le spese sono altissime – dice Vescovi – Per l’attività della banca cellulare, ad esempio, parliamo di circa 1 milione di euro all’anno solo di costi vivi. Stiamo cercando di raccogliere nuovi fondi, ma da qualcuno ci siamo addirittura sentiti dire che il nostro progetto non è innovativo». Lo scienziato però si mantiene ottimista: «Ci siamo sempre riusciti e ce la faremo anche questa volta. Finora abbiamo trapiantato 4 pazienti, senza nessun effetto collaterale – ricorda lo scienziato – Entro marzo termineremo il primo gruppo (18 pazienti) sul quale viene praticato il trapianto di cellule a livello lombare, quindi inizieremo il trapianto cervicale. Andiamo avanti raccogliendo i fondi mano a mano, ma arriveremo fino in fondo».

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Un’antidiabetico aiuta a prevenire i Tumori; Nature Comunication pubblica lo studio dei ricercatori molecolari del Regina Elena

Posted on 30 maggio 2012 by redazione

La metformina regola il metabolismo cellulare e rende più efficace i trattamenti chemio

L’attività farmacologica della metformina si basa sulla riduzione dei livelli di insulinemia e glucosio e  sulla sua azione diretta contro alcuni bersagli molecolari delle cellule tumorali. La “biguanide metformina” è utilizzata da molti anni per la cura del diabete di tipo 2. Recenti lavori hanno suggerito che il trattamento con metformina riduce il rischio di sviluppare tumori e la mortalità per cancro, mentre diversi studi epidemiologici osservazionali hanno mostrato che i diabetici trattati con metformina hanno una riduzione dal 25 al 40% di cancro rispetto a quelli trattati con sulfaniluree o terapia insulinica. E’ proprio l’insulina, se prodotta in eccesso dal nostro organismo, ad aumentare il rischio d’insorgenza dei tumori nei soggetti obesi o diabetici.

Nature Communication pubblica i risultati del lavoro che illustra quale è il legame causa – effetto tra la metformina e la riduzione dell’incidenza tumorale e in pratica, come la metformina svolge la sua funzione antitumorale nelle neoplasie mammarie. Il team italiano coordinato da Giovanni Blandino, del Laboratorio di Oncogenomica Traslazionale e da Sabrina Strano del Gruppo di Chemioprevenzione Molecolare dell’Istituto Nazionale Regina Elena di Roma ne è l’autore. Lo studio si colloca nelle attività previste dal “Progetto Tevere”, finanziato dal Ministero della Salute.

La metformina spinge la cellula tumorale verso un assetto metabolico più vicino a quello di una cellula normale che è caratterizzato da un metabolismo di tipo catabolico, la cellula neoplastica utilizza invece le vie anaboliche. Il trattamento con la metformina delle cellule tumorali in vitro e in vivo, determina una conversione del metabolismo da anabolico a catabolico. Le riporta insomma alla normalità.

Gli autori, lavorando su colture cellulari di neoplasie mammarie, hanno dimostrato che ciò avviene attraverso la modulazione dell’enzima DICER, che svolge un ruolo fondamentale nelle biogenesi dei micro RNA. Queste piccole molecole di RNA sono capaci di controllare l’espressione di decine di geni bersaglio. L’induzione del miR-33a da metformina, osservano gli autori, determina lo spegnimento dell’oncogene c-myc, coinvolto in diverse alterazioni delle cellule tumorali fra cui quella metabolica.

“Se il metabolismo di una cellula tumorale viene corretto – aggiungono gli autori – le cellule rispondono meglio ad un trattamento chemioterapico”. Questo lavoro suggerisce che l’uso di regolatori del metabolismo potrebbe rappresentare una freccia in più all’arco terapeutico contro i tumori.

 

Come nasce il Progetto Tevere?

La Dott.ssa Paola Muti, ex Direttore Scientifico dell’Istituto Regina Elena, fu la prima a diffondere in Italia il concetto di chemio prevenzione, presso l’Istituto attivò indagini di ricerca rivolte all’individuazione di sostanze utili allo sviluppo di questo nuovo approccio alla lotta al cancro. Il Professor Blandino, la Professoressa Strano, lavorano da anni agli effetti di sostanze come: la Melatonina, la Vitamina D e la Metformina; prorpio nell’ambito di queste ricerche, per volontà della Direzione Scientifica dell’Istituto, nacque il Progetto Tevere, svolto in collaborazione con l’Istituto Nazionale Tumori di Milano e con l’Istituto Europeo di Oncologia di Catania.

Quest’ultimo valuta gli effetti che la somministrazione di un farmaco derivato dalla Vitamina A ha su giovani donne; mentre l’Istituto Nazionale Tumori di Milano analizza le facoltà preventive delle diete e l’Istituto Regina Elena, come riportano i risultati pubblicati su Nature Comunication, verifica gli effetti della somministrazione di Metformina su pazienti sane. Il Progetto prevede la partecipazione di 16.000 volontarie, con caratteristiche specifiche quali: leggero sovrappeso, pressione alta, trigliceridi alti e  basso livello di colesterolo.

La Professoressa Paola Muti oggi è docente di Epidemiologia presso la Harvard University di Boston e  di Terapie Sperimentali e Cliniche presso l’Istituto di Oncologia di Hamilton in Canada, dove si occupa dell’avviamento di protocolli sperimentali per la cura del cancro al seno, e dove sarà presto implementato un trial sulla metformina e su altre sostanze in studio presso l’Istituto Regina Elena di Roma.

Di seguito le interviste ai ricercatori dell’Istituto Regina Elena di Roma.

Intervista al Professor Blandino sugli effetti della metformina;

Intervista al Professor Blandino sulle attività di ricerca dell’Istituto Regina Elena;

Intervista alla Professoressa Paola Muti sul Progetto Tevere;

Intervista alla Dott.ssa Strano del Gruppo di Chemioprevenzione Molecolare  Parte I      Parte II

Intervista al Dott. Pulito ;

Intervista alla Dott.ssa Falvo Parte I  ParteII

Intervista alla Dott.ssa Santoro;

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LA BELLEZZA AFFONDA LE SUE RADICI NEL CERVELLO

Posted on 06 luglio 2011 by redazione

La bellezza dell’arte e della musica nasce dentro di noi, il concetto di bellezza artistica, cioè, affonda le sue radici nel nostro cervello, , di fronte a un’opera d’arte o all’ascolto di un brano musicale che consideriamo belli, il cervello «si illumina», si accende una regione neurale già nota per il suo ruolo nel generare sensazioni di piacere e appagamento, la corteccia orbitofrontale. È quanto dimostra un lavoro pubblicato sulla rivista PLoS One da neurologi della University College di Londra diretti da Semir Zeki. La bellezza è qualcosa di intrinsecamente presente nell’opera d’arte oppure è un concetto astratto che nasce nel nostro cervello? Lo studio inglese sembra dar ragione a questa seconda ipotesi. Infatti i ricercatori hanno mostrato a un gruppo di volontari di differente provenienza geografica ed estrazione socio-culturale immagini di vario tipo (quadri belli o brutti) e lasciato loro ascoltare brani musicali chiedendo di dare un voto a ciascuna opera. Dopo li hanno sottoposti alla risonanza magnetica nucleare mentre riproponevano loro immagini e musiche, così hanno visto cosa succede nel loro cervello di fronte all’opera d’arte. È emerso che ogni volta che i volontari guardano e ascoltano un brano che hanno promosso per bellezza e valore artistico nel loro cervello si attiva immancabilmente la corteccia orbitofrontale, segno che è in lei che affonda le sue radici il senso del bello.

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NUCLEARE: DE ANGELIS (PD), AL PARLAMENTO EUROPEO VINCE IL PRINCIPIO ‘CHI INQUINA PAGA’

Posted on 23 giugno 2011 by redazione

“Il voto di oggi del Parlamento europeo sul rapporto Cizelj relativo alla gestione delle scorie nucleari è importante per almeno tre ordini di ragioni”. A dichiararlo è Francesco De Angelis, deputato europeo del Pd e membro della Commissione Industria, Ricerca ed Energia.

“Innanzitutto – spiega De Angelis – il testo ha il merito di armonizzare le disposizioni in materia di stoccaggio delle scorie nucleari: non più 27 disposizioni nazionali, quindi, ma una disciplina europea monitorata in accordo con i regolatori nazionali degli Stati membri produttori di energia nucleare, quindi più sicurezza e garanzie per i lavoratori del settore e per i cittadini . Inoltre l’assemblea ha approvato due emendamenti chiave presentati dal Gruppo Socialista e Democratico. Il primo stabilisce che i Paesi produttori di energia di origine nucleare non potranno in alcun caso esportare i fusti di scorie nucleari in Paesi terzi, spesso del Terzo Mondo e con ripercussioni drammatiche sui territori e le popolazioni locali. Il secondo emendamento ci dà lo slancio invece per affrontare le future battaglie contro il nucleare, in quanto avanza la richiesta che in fatto di energia di origine nucleare il Parlamento sia a pieno titolo co-decisore assieme al Consiglio”.

“Con il voto di oggi, quindi, – aggiunge il deputato europeo – vince il principio secondo cui ‘chi inquina paga’, perché i Paesi nuclearisti non potranno più stoccare i fusti in remoti Paesi del Terzo mondo, ma dovranno studiare costose soluzioni domestiche. Se a ciò aggiungiamo che il Parlamento ha chiaramente espresso la volontà di co-legiferare in fatto di energia di origine nucleare mi sembra che le condizioni in un prossimo futuro per affrontare il tema nucleare nella sua dimensione europea ci siano ormai tutte”. “Chiudere per sempre con il nucleare, non solo in Italia ma in tutta Europa – conclude De Angelis – è il modo migliore per puntare su innovazione, sicurezza, e per competere a pieno titolo con gli USA e l’est Asiatico in fatto di economia verde”.

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