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SICILIA – IN ARRIVO 6,4 MLN EURO PER LE NOVE PROVINCE DELL’ISOLA

Posted on 06 dicembre 2012 by redazione

In arrivo 6,481 milioni di euro per le nove province siciliane, quale saldo delle prime 3 trimestralità per il 2012. Lo prevede un decreto del dipartimento regionale delle Autonomie locali, già trasmesso alla Ragioneria centrale dell’assessorato per la registrazione. La somma si aggiunge ai 2,909 milioni già erogati come anticipazione nel giugno di quest’anno. La parte restante, relativa alla quarta trimestralità e pari a 3,130 milioni, sarà erogata nel prossimo anno. Nel dettaglio queste le somme assegnate: Agrigento, 1,669 mln; Caltanissetta, 939mila; Catania, 466mila; Enna, 1,449 mln; Messina, 258mila; Palermo, 467mila; Ragusa, 252mila; Siracusa, 441mila; Trapani, 535mila.

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CRISI – TREMONTI: LA BCE REGALA SOLDI E ALCUNE BANCHE FANNO LA BISCA

Posted on 28 febbraio 2012 by redazione

«La Bce presta all’1% senza condizioni alle banche. Quindi se vai in banca non ti danno l’1%, se sei un Governo devi pagare il 5-6% ma la Banca Centrale Europea alle banche regala capitali all’1%. Con quell’1% per tre anni le banche possono fare quello che vogliono. Non hanno vincoli ad impiegare per le Pmi, non hanno vincoli o obblighi per staccarsi i bonus. In questo momento se c’è un settore che non ha bisogno di aiuto è quello delle banche». Così l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti intervistato ai microfoni di Rtl 102.5 all’interno di Non Stop News. «Se c’è un settore che riceve aiuti di Stato vietati dall’Europa -ha detto ancora Tremonti- è in Europa il settore bancario. Allora è chiaro che se regalano i soldi per un pò stai ancora in piedi, ma io credo sia una follia. La Bce ha più attivi in bilancio della Banca Centrale Americana ma sta diventando come un ‘edge-fund’, cioè come una struttura di finanza a sua volta taroccata. Anche se è l’1% ti danno centinaia di miliardi di euro e che garanzie devi dargli? Le garanzie che vuoi. Ti inventi qualsiasi cosa. Alle banche è permesso di dare in garanzia tutto quello che vuoi e di prendere quello che vuoi». «Bisogna capire -ha continuato ancora Tremonti- cosa è successo e cercare di cambiare. Non è più possibile continuare in questo modo. Che cosa fare a livello di singolo Paese, ma soprattutto in Europa a livello di Europa? Le banche devono essere divise in due categorie: le banche produttive che fanno i finanziamenti alle imprese, alle PMI, ai lavoratori alle famiglie, alle comunità, e le banche che fanno la bisca, il casinò. Non si può continuare come adesso a fare la speculazione, la bisca, le scommesse, con i soldi dei risparmiatori depositati. Questo non è più accettabile, quindi bisogna tornare a come era il mondo fino agli anni ’90, dove le banche facevano le banche e i casinò facevano i casinò».

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PUBBLICO IMPIEGO – ANGELETTI: E’ UN GOVERNO ACCANITO CONTRO GLI STATALI

Posted on 28 ottobre 2011 by redazione

Il governo si è accanito contro i lavorato statali che a questo punto hanno condizioni peggiori di quelle dei lavoratori privati. Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, a margine della manifestazione in corso a Roma dei lavoratori pubblici del sindacato.

«Il governo si è accanito contro i lavoratori pubblici – ha detto – hanno reso le condizioni del lavoro pubblico peggiori di quelle dei privati con meno possibilità di negoziare».

Angeletti ha ribadito la richiesta di rendere effettiva la contrattazione di secondo livello per un settore che ha visto bloccata per molti anni la contrattazione collettiva attraverso le manovre correttiva del 2010 e del 2011.

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MANOVRA: TECNICI AL LAVORO, POSSIBILE RITORNO CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’ E AUMENTO IVA

Posted on 06 settembre 2011 by redazione

giulio tremontiIl ritorno al contributo di solidarietà e, come estrema ratio, un aumento immediato dell’iva. Sono le strade che i tecnici stanno battendo per definire quelle modifiche necessarie ad introdure nella manovra misure «più efficaci», come chiesto ieri sera dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano. A finire nel mirino dovrebbero essere dunque i redditi più alti, con la possibilità anche di una sorta di piccola patrimoniale ‘a tempò sui beni immobili. Quanto all’iva, che sarebbe incrementata di un punto per tutte le aliquote, il tentativo è quello di evitare fino all’ultimo momento utile di bruciare una carta pensata come clausola di salvaguardia per la delega fiscale. Ma con il capitolo pensioni sostanzialmente bloccato per la ferma contrarietà della Lega e dei sindacati, è possibile che alla fine prevalga l’esigenza di accelerare, come più volte suggerito anche dal Premier Silvio Berlusconi. I lavori dell’aula del Senato riprendono alle 16,30 con l’esame del provvedimento uscito dalla Commissione Bilancio. Qualora si scegliesse di intervenire con delle modifiche sostanziali, è possibile che si possa anche scegliere la strada di un maxiemendamento e della conseguente fiducia. Un’opzione, questa, che potrebbe assicurare un via libera più rapido alla manovra ma che solleverebbe le proteste dell’opposizione e disattenderebbe la richiesta di rispettare il confronto parlamentare più volte ribadita dal Presidente Napolitano.

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Economia – Manovra, Lo Presti: Redditi on line? Mafia e Camorra ringraziano

Posted on 02 settembre 2011 by redazione

«Questi dilettanti che governano l’Italia, impegnati sulla manovra a chi la spara più grossa, dimenticano che al Sud (ma non solo) le dichiarazioni dei redditi online sono lo strumento migliore che possono mettere in mano al racket delle estorsioni e alla criminalità organizzata per incrementare i propri loschi affari, e ampliare così la platea dei taglieggiati».

Così Nino Lo Presti, deputato di Futuro e libertà e capogruppo in commissione Bilancio, commenta in una nota gli emendamenti dell’esecutivo alla manovra bis.

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Camera – Commissione Finanze: Il Governo denunci le agenzie di Rating, fanno aggiotaggio sui titoli pubblici, è giunta l’ora di istituire un’agenzie europea

Posted on 27 luglio 2011 by redazione

agenzie ratingLe agenzie di rating fanno «aggiotaggio» e «destabilizzano» il mercato dei titoli di Stato; per questo il governo italiano deve muoversi in sede europea per denunciarle alla neo costituita European Securities Market Authority (Esma). È quanto prevede una risoluzione approvata all’unanimità dalla commissione Finanze della Camera che chiede anche all’esecutivo una iniziativa in sede Ue per dare vita ad una agenzia di rating europea.

La risoluzione porta la prima firma del capogruppo del Pdl Maurizio Bernardo, ma è sottoscritta anche da esponenti del Pd e della Lega Nord ed è stata votata da tutti i gruppi. Essa fa nella sua premessa un atto di accusa alle agenzie di rating, già colpevoli all’inizio della crisi finanziaria di essere state «incapaci nel valutare con il dovuto anticipo alcune patologie registratesi con riferimento ai mutui sub prime». Ma l’atto d’accusa è più circostanziato. Esse sono viziate «da conflitti di interesse tra l’attivit… di valutazione svolta e la prestazione di servizi di consulenza nei confronti dei soggetti che emettono gli strumenti finanziari oggetto della loro valutazione»; anche perchè «i servizi di rating sono pagati dai soggetti che emettono i prodotti finanziari sottoposti al rating»; si aggiunga «il sostanziale oligopolio esistente nel mercato dei servizi di rating» e «l’insufficiente trasparenza nei meccanismi e nelle procedure per la realizzazione dei rating stessi». La commissione Finanze poi ricorda atti specifici recenti, come «la diffusione, effettuata a mercati aperti, di un comunicato di Standard and Poor’s sulla manovra correttiva adottata dal Governo italiano, prima ancora della pubblicazione del testo definitivo della manovra stessa», che ha avuto «gravi ripercussioni sull’andamento delle quotazioni in borsa»; e poi il «declassamento azzardato» da parte di Moody’s del debito pubblico portoghese «che ha prodotto effetti destabilizzanti sui mercati finanziari dell’intera zona euro».

Ecco gli impegni che la risoluzione pone al Governo: in primo luogo «contrastare in sede di Ue comportamenti sostanzialmente riconducibili ad ipotesi di aggiotaggio o simili, tra i quali alcuni recentemente posti in essere dalle agenzie di rating, suscettibili di alterare l’equilibrio e di destabilizzare i mercati finanziari e di incidere sulle condizioni di collocamento del debito, eventualmente sottoponendo la questione alla neocostituita European Securities Market Authority (Esma)», cui è affidata l’azione di vigilanza; poi far introdurre nelle normative Ue «efficaci ed effettivi meccanismi di responsabilizzazione delle agenzie di rating nel caso in cui le loro valutazioni sugli emittenti risultino scorrette o gravemente viziate, e prevedere, nel caso in cui le loro decisioni e i loro comportamenti non siano ispirati al rispetto di doverose regole di deontologia professionale, puntuali misure sanzionatorie di carattere pecuniario». Infine il Governo dovrà agire affinchè l’Unione europea «istituisca un’agenzia di rating creditizio pubblica e indipendente, al fine di controbilanciare il potere delle tre maggiori agenzie di rating e di migliorare il livello di concorrenza nel mercato dei servizi di rating, il quale è invece connotato da una pericolosa condizione di sostanziale oligopolio.

fonte: ANSA

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