Posted on 17 giugno 2011 by redazione
Se vogliamo che «la primavera araba si trasformi in un’estate araba» la strada percorribile potrebbe essere quella di una Conferenza per il Mediterraneo sulla falsa riga della Csce, nata ai tempi della guerra fredda per garantire la cooperazione e la sicurezza in Europa. È «l’idea» lanciata dal ministro degli Esteri Franco Frattini sulla prima pagina del Mattino, il quotidiano di Napoli, città dove si trova oggi il titolare della Farnesina per partecipare alla conferenza «La risposta europea: come rilanciare l’integrazione euro mediterranea». «L’Occidente – osserva Frattini – si era finora garantito la stabilità dell’area mediterranea attraverso scorciatoie di vario tipo». Ma gli equilibri, sottolinea il ministro, sono cambiati e «le rivoluzioni araba – dalla Tunisia, all’Egitto, alla Libia, alla Siria fino allo Yemen e al Bahrein – hanno dimostrato che la stabilità del Mediterraneo allargato non può più essere garantita attraverso tali scorciatoie». «Così come la spinta delle società civili, questi Paesi hanno riscoperto la politica, così anche l’Occidente – rileva Frattini – è costretto a darsi per la prima volta, una vera politica verso la regione». Di qui l’intenzione di Frattini di riprendere, a distanza di vent’anni «un’idea che l’Italia propose con lungimiranza già dopo la caduta del Muro di Berlino» per offrire una «cornice efficace di dialogo e cooperazione regionale che aiuti a superare divisioni e diffidenze tra gli stessi paesi della regione».
Posted on 04 maggio 2011 by redazione
«Il nostro sforzo è quello di trovare una soluzione politica alla crisi in corso in Libia». È quanto ha affermato il ministro egli Esteri italiano, Franco Frattini, intervistato in diretta da Roma dalla tv araba ‘al-Jazeerà sulla situazione in Libia.
«Crediamo che sia necessario il cessate il fuoco e la fine delle violenze contro i cittadini di quel paese per poi organizzare una Conferenza nazionale con la presenza del Consiglio transitorio libico», ha affermato il ministro alla vigilia della riunione del ‘gruppo di contattò, prevista per domani a Roma. Frattini ha quindi dichiarato che «Muammar Gheddafi non può restare più al potere in Libia perchè chi ha provocato tutte queste sofferenze al suo popolo non può rimanere ancora al governo».
Posted on 25 marzo 2011 by redazione
L’Italia, nell’ambito della ripresa della collaborazione per contrastare l’immigrazione clandestina, chiede alla Tunisia un immediato ed adeguato controllo costiero nonche’ la collaborazione in materia di identificazione e riammissione degli irregolari. Disponibilita’ a sostenere il processo di transizione democratica avviato nel Paese. Le iniziative della Cooperazione.
I ministri Franco Frattini e Roberto Maroni sono a Tunisi per una serie di incontri istituzionali con l’obiettivo di ripristinare regole comuni all’immigrazione e frenare gli sbarchi di tunisini verso Lampedusa (circa 15 mila nei primi tre mesi dell’anno). Frattini e Maroni incontreranno il Premier tunisino Beji Caid Essebsi ed altri ministri.
Le relazioni bilaterali dell’Italia con la Tunisia in materia migratoria si sono sviluppate secondo un approccio che prevede sia la collaborazione per gli aspetti connessi all’ immigrazione legale, in particolare su iniziative volte a favorire l’inserimento nel nostro mercato del lavoro, sia attività di prevenzione e contrasto dell’immigrazione clandestina.
L’impennata negli sbarchi di immigrati clandestini dopo la crisi politico – istituzionale che ha interessato il paese ha riproposto con evidenza ancora maggiore la centralità del tema del controllo dei flussi migratori. Di qui, anche in considerazione dell’evoluzione della situazione nel Paese, la necessità per l’Italia di riprendere pienamente la collaborazione in materia migratoria con la Tunisia, chiedendo un forte ed inequivocabile impegno nell’azione di contrasto all’emigrazione clandestina e alle sue implicazioni per la sicurezza. In tale contesto, è essenziale un rinnovato impegno da parte tunisina, per tornare nell’immediato ad un adeguato livello di controllo costiero e nel contempo ripristinare la collaborazione in materia di identificazione e riammissione degli irregolari. L’Italia ha dato la sua disponibilità a dare sostegno alla Tunisia in termini di intervento di assistenza di emergenza, di programmazione di iniziative per lo sviluppo delle aree più depresse del Paese, di coinvolgimento del settore privato italiano ed ha sollecitato l’UE, fin dall’inizio della crisi, a rilanciare la collaborazione con la Tunisia sul contrasto all’immigrazione irregolare. Il Consiglio Europeo straordinario dell’11 marzo scorso ha recepito questo orientamento e il Commissario per gli Affari Interni dell’UE, Cecilia Malmstrom, si recherà a breve a Tunisi per definire iniziative congiunte con i tunisini. L’UE e la Tunisia non sono vincolate da alcun Accordo di riammissione, né in passato sono stati avviati negoziati in proposito a fronte dell’interesse tunisino a privilegiare la dimensione bilaterale in questo settore.
In ambito Ue e’ stata avviata un’ampia riflessione sulle modalità per fornire un sostegno adeguato al processo di transizione democratica in Tunisia, sia nel breve periodo che nel più lungo termine, nel quadro di una più generale revisione della strategia UE nei confronti della regione. Una prima risposta si è concretizzata in un aumento dell’assistenza finanziaria destinata a Tunisi, con l’aggiunta di 17 milioni di Euro ai fondi già stanziati dallo strumento ENPI in favore del Paese. Le ulteriori allocazioni sono finalizzate alla preparazione delle elezioni per l’assemblea costituente (fissate per il prossimo mese di luglio), all’invio nell’occasione di una missione di osservatori, nonché alla realizzazione di programmi in favore della società civile. Accogliendo la richiesta dell’Italia il Consiglio europeo dell’11 marzo scorso ha preso impegno a riprendere i negoziati per il rafforzamento delle relazioni Ue-Tunisia tramite la definizione del Piano d’Azione per lo Statuto Avanzato. Tali negoziati costituiscono uno strumento importante di dialogo sollecitazione positiva nei confronti del Governo e daranno concreta prova dell’attenzione europea nei confronti del Paese.
Posted on 21 marzo 2011 by redazione
‘ Non è la prima volta che le autorità libiche dichiarano la loro intenzione di applicare un cessate il fuoco per mettere fine alle violenze contro la popolazione civile libica.
Noi auspichiamo, così come già fatto dal Segretario Generale dell’ONU Ban Ki moon, che questa volta alle dichiarazioni facciano seguito azioni concrete’, sostiene il Ministro Frattini in riferimento al comunicato del governo libico di voler cessare le ostilità a partire dalle ore 21 di questa sera.
‘Un cessate il fuoco, immediato, effettivo, e rigorosamente rispettato sarebbe il modo migliore per attuare da subito le disposizioni della risoluzione dell’ONU 1973, che é stata da noi concepita per il solo obiettivo di proteggere la popolazione civile libica dalle violente repressioni del proprio regime e non di condurre una guerra in territorio libico’. Si potrebbe così prevenire l’ulteriore perdita di vite umane a cui noi tutti teniamo’.
Posted on 14 marzo 2011 by redazione
Nel corso di una cerimonia tenutasi oggi alla Farnesina, il Ministro degli Esteri Frattini ha firmato una Convenzione, con il Presidente Cremona e l’Amministratore Delegato del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) Pasquali, in materia di risparmio energetico e sviluppo delle fonti di energia rinnovabili.
Secondo quanto previsto dalla Convenzione, il GSE, nello sforzo di internazionalizzazione dei suoi servizi, metterà a disposizione della Farnesina e della rete di Ambasciate e Consolati all’estero il proprio personale per fornire assistenza tecnica e giuridica per il migliore utilizzo delle risorse energetiche, con l’obiettivo di ridurre l’impatto sull’ambiente e incrementare l’uso di energia da fonti rinnovabili.
La Convenzione prevede, inoltre, l’organizzazione di corsi di formazione a cura del GSE riservati al personale dell’Amministrazione sulle tematiche connesse al risparmio energetico ed all’utilizzo delle fonti rinnovabili, mentre il Ministero degli Esteri si è impegnato a fornire al GSE informazioni e analisi di carattere giuridico e commerciale riguardanti il settore energetico, elaborate dalle Rappresentanze diplomatiche all’estero.
La Farnesina, che fa da apripista tra le Amministrazioni centrali, si apre così ad un uso sempre più esteso delle energie rinnovabili, esaminando anche la possibilità di installare sull’edificio del Ministero i pannelli solari.
Posted on 28 febbraio 2011 by redazione
Il Ministro Franco Frattini e’ a Ginevra per partecipare alla sessione ministeriale del Consiglio dei diritti umani dell’Onu, dove proporrà, tra l’altro, l’invio di una missione di monitoraggio in Libia. A margine dei lavori, il Ministro parteciperà a una riunione del ‘Quint’ (Stati Uniti, Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania), dove incontrerà il Segretario di Stato Usa, Hillary Clinton e i colleghi europei. Nel corso della giornata Frattini avrà un incontro bilaterale con il collega britannico William Hague.
Tra i temi in agenda all’Onu in primo piano la crisi libica: Frattini chiederà al Consiglio Onu l’invio di una missione di monitoraggio per accertare quanto accaduto in Libia dal 15 febbraio scorso e l’istituzione di una commissione indipendente di inchiesta sulle violenze commesse sulla popolazione civile. Con Clinton il Ministro ribadirà la disponibilità italiana a “uno stretto coordinamento” con gli Stati Uniti per una soluzione alla crisi.
Alla riunione del Consiglio dei diritti umani Frattini affronterà anche i temi della stabilizzazione del Mediterraneo (non solo Libia, ma anche Egitto, Tunisia e gli effetti sull’intero bacino) e della difesa della libertà religiosa.
La riunione del Consiglio Onu a Ginevra si svolge all’indomani delle sanzioni mirate nei confronti della leadership libica approvate all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu. “Una svolta molto importante”, ha commentato Frattini, perché dimostra come “tutta la comunità internazionale ritenga” che Gheddafi debba finalmente cessare di “sparare sul suo popolo”. La risoluzione 1970 adottata al Palazzo di vetro, non esclude un intervento internazionale in Libia se necessario: eventualità ancora da definire.