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VISCO: NECESSARIA SUPERVISIONE BANCARIA UNICA AREA EURO

Posted on 11 luglio 2012 by redazione

«Un sistema di supervisione bancaria unica è necessario in un mercato finanziario integrato come quello dell’area euro». Lo afferma il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, secondo cui per la credibilità e sostenibilità del sistema occorre anche che a fianco vi sia «con i necessari presupposti di condivisione fiscale, fondi e meccanismi europei per la garanzia dei depositanti e per la risoluzione delle crisi».

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MONTI: PASSI AVANTI UE SULLA CRESCITA, MA OCCORRE FARE DI PIÙ. MAGGIORANZA 27 PER EUROBOND

Posted on 24 maggio 2012 by redazione

a href=”http://www.italialive.org/wp-content/uploads/2012/05/2dc6403b-54ac-40b1-ab43-e15767035f91.jpeg”>Un vertice «promettente» che segna una «piccola accelerazione» verso un maggior impegno dell’Europa sulla crescita. È una moderata soddisfazione quella che Mario Monti esprime al termine del vertice informale di Bruxelles. Sono quasi le due del mattino quando il presidente del Consiglio si presenta davanti alle telecamere. Di aspetti positivi per Roma ce ne sono diversi, ma il presidente del Consiglio preferisce essere realista e ammette che nonostante l’apertura di alcuni «spazi che interessano all’Italia» al Vecchio Continente serve di più soprattutto per tranquillizzare i mercati.» La cena dei Ventisette capi di Stato e di governo, un vertice informale in preparazione di quello di giugno, come previsto non porta a decisioni concrete. Toccherà al prossimo, tra poco più di un mese, il compito di adottare le prime misure necessarie a rilanciare l’economia, precisa il premier. Che le cita: aumento del capitale della Bei, miglior uso dei fondi strutturali, avvio dei project bond. Interventi incoraggianti ma che, sottolinea, non sono sufficienti: «Ci vorrebbe una maggiore consapevolezza» da parte di alcuni partner della complessità della crisi. Ma soprattutto ci vorrebbe un «pacchetto rilevante» di misure per la crescita che avrebbe anche effetti positivi anche per tranquillizzare i mercati. Invece i tempi appaiono più lunghi. Dice di non essere scoraggiato, di conoscere bene le lentezze dell’Unione, ma proprio per questo è necessario «spingerla», anche se magari «un pò alla volta». Parla di parallelismi con Francois Hollande. Conferma il sì della Merkel al vertice a quattro di Roma. Ma fa capire che la strada per altre misure, quelle che lui ritiene più efficaci, è ancora lunga.» Sugli eurobond, ad esempio, spiega che «qualcosa si muove»; riferisce che la maggioranza dei Ventisette «è favorevole» e nonostante le richieste di qualche partner (come la Germania anche se Monti non la cita) il tema «non è stato tolto dal tavolo». Un segnale incoraggiante, aggiunge, visto che a sostenere la mutualizzazione dei debiti ci sono anche pezzi da novanta come la Gran Bretagna. Ma i tempi restano lunghi.» Circa le proposte italiane, il professore ha colto segnali incoraggianti. Sull’idea di trattare in modo diverso gli investimenti pubblici, ad esempio, spiega che spetterà alla Commissione Ue valutare se le spese produttive dei singoli paesi possano essere trattate in modo diverso dalle spese correnti e finire così fuori dalle maglie della disciplina di bilancio. Anche sui debiti della Pa alle imprese nessuno partner ha avuto da ridire sul fatto che l’Italia proseguirà a pagare le aziende saldando tutto entro tre anni: il debito (non il disavanzo in cui i debiti sono calcolati non appena vengono contratti) aumenterà, ma ciò non avrà importanza perchè il Fiscal Compact prevede che il debito inizi a scendere dal 2015 in poi. » Il professore affronta anche il tema della Grecia. «Credo e spero che resti nell’euro», ma invita anche i greci a votare in modo «coerente» alla loro volontà di non abbandonare la moneta unica nelle prossime elezioni

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TITOLI STATO: SABATINI (ABI), C’È UN’INVERSIONE DI TENDENZA

Posted on 27 gennaio 2012 by redazione

a href=”http://www.italialive.org/wp-content/uploads/2012/01/titoli-stato-bot_imago_258.jpeg”>«C’è un’ inversione di tendenza. Noi abbiamo sempre sostenuto che l’Italia è un Paese con dei fondamentali solidì. Ad affermarlo in un’intervista a Focus Economia su Radio 24 è il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini. Questi fondamentali, rileva, »non sono stati apprezzati per effetti di una crisi di fiducia che ha investito ll’Europa a seguito della crisi greca e progressivamente si è appuntata sugli stati che presentavano, come l’Italia, dei profili di criticità maggiori. Se sommiamo a dei fondamentali sani le manovre che sono state attuate e la decisione con cui ora il Governo Monti sta affrontando, sia il profilo della stabilità dei conti pubblici, sia i profili di crescita, le risultanti di questi segnali sono quelli che il mercato apprezza per ritrovare la fiducia nel nostro paese«. Certo, afferma, »lo spread intorno al 400 rende ancora critica la situazione. Sicuramente una riduzione di ulteriore 200 punti rasserenerebbe le prospettive anche se il 2012, come evidenzia la stima di Banca d’Italia, resta comunque un anno complesso«

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CRISI: CONSUMATORI, BENE TOBIN TAX MA APPLICARLA SUBITO CON ALIQUOTA PIÙ ALTA (0,1%) SU DERIVATI

Posted on 28 settembre 2011 by redazione

Bene l’adozione della Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie, da parte della Commissione europea, ma è necessario anticiparne al più presto l’introduzione, ribaltando le aliquote minime previste: portando, cioè, quella per le operazioni sui derivati allo 0,1% (dallo 0,01% indicato) . Lo dicono Adusbef e Federconsumatori. «Come da tempo richiedevamo, finalmente l’Europa si è decisa a delineare un sistema comune di tassazione sulle transazioni finanziarie. Un provvedimento quanto mai dovuto, soprattutto alla luce della grave crisi e delle speculazioni finanziarie che affliggono i mercati», affermano le due associazioni dei consumatori, secondo cui bisogna però portare le aliquote minime «per le operazioni sui derivati allo 0,1%, ovviamente in attesa che questi strumenti vengano definitivamente banditi dal mercato, e quella sulle operazioni ‘spot’ allo 0,01%», sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef. «È giusto che a pagare le ripercussioni della crisi siano coloro che hanno contribuito a determinarla e non sempre i soliti cittadini», concludono.

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Crisi Economica – Il Min delle Finanze tedesco W. Schaeuble favorevole a un nuovo trattato europeo

Posted on 02 settembre 2011 by redazione

Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble si è espresso a favore di ampie riforme in Europa come risposta alla crisi del debito europea e dunque, scrive il tabloid Bild che ha dato la notizia, di un nuovo trattato europeo.

Un’ulteriore delega di poteri a Bruxelles nella politica economica e finanziaria, ha detto Schaeuble, è necessaria, «anche se siamo consapevoli di quanto sia difficile cambiare gli attuali trattati». Secondo la Bild le dichiarazioni del politico della Cdu implicano che i 17 Stati dell’eurozona, in futuro, dovranno anche distanziarsi nettamente dagli altri dieci Paesi dell’Unione europea. Le dichiarazioni del ministro tedesco sono state espresse ieri, durante un incontro dei gruppi parlamentari di Cdu e Csu, hanno raccontato al tabloid alcuni presenti.

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Camera – Commissione Finanze: Il Governo denunci le agenzie di Rating, fanno aggiotaggio sui titoli pubblici, è giunta l’ora di istituire un’agenzie europea

Posted on 27 luglio 2011 by redazione

agenzie ratingLe agenzie di rating fanno «aggiotaggio» e «destabilizzano» il mercato dei titoli di Stato; per questo il governo italiano deve muoversi in sede europea per denunciarle alla neo costituita European Securities Market Authority (Esma). È quanto prevede una risoluzione approvata all’unanimità dalla commissione Finanze della Camera che chiede anche all’esecutivo una iniziativa in sede Ue per dare vita ad una agenzia di rating europea.

La risoluzione porta la prima firma del capogruppo del Pdl Maurizio Bernardo, ma è sottoscritta anche da esponenti del Pd e della Lega Nord ed è stata votata da tutti i gruppi. Essa fa nella sua premessa un atto di accusa alle agenzie di rating, già colpevoli all’inizio della crisi finanziaria di essere state «incapaci nel valutare con il dovuto anticipo alcune patologie registratesi con riferimento ai mutui sub prime». Ma l’atto d’accusa è più circostanziato. Esse sono viziate «da conflitti di interesse tra l’attivit… di valutazione svolta e la prestazione di servizi di consulenza nei confronti dei soggetti che emettono gli strumenti finanziari oggetto della loro valutazione»; anche perchè «i servizi di rating sono pagati dai soggetti che emettono i prodotti finanziari sottoposti al rating»; si aggiunga «il sostanziale oligopolio esistente nel mercato dei servizi di rating» e «l’insufficiente trasparenza nei meccanismi e nelle procedure per la realizzazione dei rating stessi». La commissione Finanze poi ricorda atti specifici recenti, come «la diffusione, effettuata a mercati aperti, di un comunicato di Standard and Poor’s sulla manovra correttiva adottata dal Governo italiano, prima ancora della pubblicazione del testo definitivo della manovra stessa», che ha avuto «gravi ripercussioni sull’andamento delle quotazioni in borsa»; e poi il «declassamento azzardato» da parte di Moody’s del debito pubblico portoghese «che ha prodotto effetti destabilizzanti sui mercati finanziari dell’intera zona euro».

Ecco gli impegni che la risoluzione pone al Governo: in primo luogo «contrastare in sede di Ue comportamenti sostanzialmente riconducibili ad ipotesi di aggiotaggio o simili, tra i quali alcuni recentemente posti in essere dalle agenzie di rating, suscettibili di alterare l’equilibrio e di destabilizzare i mercati finanziari e di incidere sulle condizioni di collocamento del debito, eventualmente sottoponendo la questione alla neocostituita European Securities Market Authority (Esma)», cui è affidata l’azione di vigilanza; poi far introdurre nelle normative Ue «efficaci ed effettivi meccanismi di responsabilizzazione delle agenzie di rating nel caso in cui le loro valutazioni sugli emittenti risultino scorrette o gravemente viziate, e prevedere, nel caso in cui le loro decisioni e i loro comportamenti non siano ispirati al rispetto di doverose regole di deontologia professionale, puntuali misure sanzionatorie di carattere pecuniario». Infine il Governo dovrà agire affinchè l’Unione europea «istituisca un’agenzia di rating creditizio pubblica e indipendente, al fine di controbilanciare il potere delle tre maggiori agenzie di rating e di migliorare il livello di concorrenza nel mercato dei servizi di rating, il quale è invece connotato da una pericolosa condizione di sostanziale oligopolio.

fonte: ANSA

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