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VIAGGIA VERDE IL CAMION MCDONALD: USA OLIO FRITTO RICICLATO

Posted on 22 gennaio 2013 by redazione

 1358834815464_hi_05IN EMIRATI PERCORSI 1,3 MLN KM ANNUI CON BIODIESEL DA OLI CUCINA

Chi mangia hamburger McDonald è un paladino dell’ambiente. Sembra uno scherzo ma lo scorso anno, riferisce Green Car Reports, i camion della McDonald utilizzati per le consegne negli Emirati Arabi Uniti hanno percorso circa 800.000 miglia, pari a 1,3 milioni di chilometri, utilizzando un carburante al 100 per cento biodiesel, riciclato dall’olio fritto di cucina scartato dai ristoranti della catena. Il programma, avviato 17 mesi fa, non è un fatto isolato. Infatti l’azienda ha avviato programmi simili negli Stati Uniti, in Europa e Australia. Di solito quando si parla di biocarburanti, si guarda che le materie prime vegetali, da cui derivano, siano coltivate in modo efficiente per la trasformazione in biodiesel. Ma McDonald ha creato un nuovo approccio ai biocarburanti derivati da oli riciclati. Il Programma di Sostenibilità McDonald comprende già il 75 per cento dei ristoranti degli Stati Uniti che mandano l’olio alimentare usato ai produttori di carburanti biodiesel. Secondo la McDonald USA, negli Stati Uniti la media dei ristoranti che partecipano al Programma ricicla ogni anno circa 5.450 litri di olio da cucina usato, mentre in Europa più dell’80 per cento dell’olio da cucina usato è convertito in biodiesel e i camion McDonald ne utilizzano il 37 per cento. Ad utilizzare per biocarburanti tutto l’olio di cucina usato sono invece il 100 per cento dei ristoranti McDonald presenti negli Emirati Arabi Uniti che lo consegnano al produttore di biocarburanti Neutral Fuels di Dubai che a sua volta lo ricicla e converte in biodiesel al 100 per cento. La Neutral Fuels opera con un sistema interamente a circuito chiuso ed è il primo produttore di biodiesel al 100 per cento venduto in Medio Oriente. Dalla fine del 2008 Neutral Fuels appoggia il Programma di Sostenibilità McDonald che utilizza il 100 per cento dell’olio da cucina usato per ricavarne il biodiesel necessario alla mobilità dei veicoli di servizio. Una strategia ambientale che significa eliminare oltre 3.500 tonnellate di CO2 emesso nell’ambiente, pari a circa 1500 auto in meno sulla strada ogni anno. Senza contare l’enorme quantità di recipienti plastici che prima venivano utilizzati per portare gli oli usati alla discarica. La Neutral Fuels stima che più del 95 per cento dei costi di produzione del biocarburante sono per le materie prime. In questo caso, invece, l’aspetto globale del riciclaggio significa un impatto inferiore a quello delle crescenti colture specifiche per la produzione di carburante.

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PETROLIO – RITORNA SOPRA QUOTA 90 DOLLARI AL BARILE BRENT A 105,84 DOLLARI

Posted on 24 maggio 2012 by redazione

a href=”http://www.italialive.org/wp-content/uploads/2012/05/terra-nel-petrolio.jpeg”>In lieve recupero i listini del petrolio che torna sopra i 90 dollari al barile dopo la discesa di ieri quando aveva toccato il livello più basso dallo scorso novembre (89,8 dollari al barile): ora il greggio con consegna a luglio è scambiato a 90,36 dollari (+0,5%); il brent recupera dello 0,3% a 105,84 dollari

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IN OLANDA MAGGIORE PRODUZIONE DIESEL RINNOVABILE IN EUROPA IMPIANTO DELLA NESTE OIL HA UNA CAPACITÀ DI 800 MILA TON. ANNUE

Posted on 26 settembre 2011 by redazione

a href=”http://www.italialive.org/wp-content/uploads/2011/09/gasoline.jpg”>Neste Oil ha celebrato l’apertura in Olanda del più grande impianto per la produzione di diesel rinnovabili in Europa. Situato a Rotterdam il nuovo sito Neste Oil vanta, secondo quanto riferisce AutoblogGreen, una capacità produttiva annuale di 800.000 tonnellate di combustibile diesel rinnovabile NExBTL prodotto dall’azienda. La tecnologia permette al NExBTL Neste di utilizzare per la produzione una grande varietà di oli e grassi come materia prima per ricavarne il carburante. Il lancio dell’impianto di produzione di Rotterdam, che rappresenta il quarto sito Neste Oil per i diesel rinnovabili, segna una pietra miliare nella strategia Neste Oil per la produzione di combustibile pulito, garantendo all’impresa la prima posizione al mondo, in termini di volumi, come produttore di diesel rinnovabili. Con l’impianto ora in funzione Neste Oil ha la capacità di erogare più di due milioni di tonnellate di biodiesel rinnovabili in un anno. Secondo le previsioni il carburante NExBTL riduce fino all’80 per cento le emissioni di gas effetto serra, rispetto al gasolio fossile, e le sue proprietà nella combustione pulita lo rendono molto utile nei centri urbani fortemente inquinati

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Energia – Gas: ultimatum Kiev a Mosca su prezzo gas. Premier: impossibile ingresso in unione doganale con Russia

Posted on 01 settembre 2011 by redazione

L’Ucraina vuole tentare per l’ultima volta di raggiungere un compromesso con Mosca per diminuire il prezzo per le importazioni di gas, ritenuto «svantaggioso» da Kiev. Lo ha detto il premier ucraino Mikola Azarov durante una conferenza all’università Taras Shevchenko, aggiungendo che se il tentativo non andrà in porto «certamente tutta la responsabilità per le conseguenze» che ne scaturiranno «ricadrà sui dirigenti che non vogliono ascoltare le nostre ragioni». Quello lanciato da Azarov è di fatto un ultimatum. Kiev ieri ha minacciato di ricorrere alle vie legali, e in particolare all’istituto dell’arbitraggio della Camera di commercio di Stoccolma, se la Russia non acconsentirà ad abbassare il prezzo per le forniture di gas. Ad essere messi in discussione sono i contratti del 2009 che misero fine a una guerra del gas di due settimane che lasciò al freddo mezza Europa e per i quali l’allora premier ucraina, Yulia Timoshenko, è ora imputata per abuso di potere. «Vogliamo accordi normali, non sconti», ha sottolineato Azarov. Le negoziazioni tra Mosca e Kiev includono anche un eventuale ingresso dell’Ucraina nell’Unione doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakhstan. Kiev, temendo di compromettere la propria integrazione europea, ha più volte ribadito il proprio ‘no’ all’ingresso nell’Unione doganale guidata da Mosca, dicendosi però disponibile a creare una zona di libero commercio con la stessa, secondo una formula «3+1». Il presidente russo, Dmitri Medvedev, ha definito «impossibile» un ingresso solo parziale dell’Ucraina nell’Unione doganale, e oggi è arrivata la risposta del premier ucraino, secondo cui è «irrealistico» pensare che Kiev possa entrare nell’Unione perché‚ ciò comporterebbe una revisione di tutti gli accordi con l’Organizzazione mondiale del Commercio, di cui l’Ucraina è membro.

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NUCLEARE: DE ANGELIS (PD), AL PARLAMENTO EUROPEO VINCE IL PRINCIPIO ‘CHI INQUINA PAGA’

Posted on 23 giugno 2011 by redazione

“Il voto di oggi del Parlamento europeo sul rapporto Cizelj relativo alla gestione delle scorie nucleari è importante per almeno tre ordini di ragioni”. A dichiararlo è Francesco De Angelis, deputato europeo del Pd e membro della Commissione Industria, Ricerca ed Energia.

“Innanzitutto – spiega De Angelis – il testo ha il merito di armonizzare le disposizioni in materia di stoccaggio delle scorie nucleari: non più 27 disposizioni nazionali, quindi, ma una disciplina europea monitorata in accordo con i regolatori nazionali degli Stati membri produttori di energia nucleare, quindi più sicurezza e garanzie per i lavoratori del settore e per i cittadini . Inoltre l’assemblea ha approvato due emendamenti chiave presentati dal Gruppo Socialista e Democratico. Il primo stabilisce che i Paesi produttori di energia di origine nucleare non potranno in alcun caso esportare i fusti di scorie nucleari in Paesi terzi, spesso del Terzo Mondo e con ripercussioni drammatiche sui territori e le popolazioni locali. Il secondo emendamento ci dà lo slancio invece per affrontare le future battaglie contro il nucleare, in quanto avanza la richiesta che in fatto di energia di origine nucleare il Parlamento sia a pieno titolo co-decisore assieme al Consiglio”.

“Con il voto di oggi, quindi, – aggiunge il deputato europeo – vince il principio secondo cui ‘chi inquina paga’, perché i Paesi nuclearisti non potranno più stoccare i fusti in remoti Paesi del Terzo mondo, ma dovranno studiare costose soluzioni domestiche. Se a ciò aggiungiamo che il Parlamento ha chiaramente espresso la volontà di co-legiferare in fatto di energia di origine nucleare mi sembra che le condizioni in un prossimo futuro per affrontare il tema nucleare nella sua dimensione europea ci siano ormai tutte”. “Chiudere per sempre con il nucleare, non solo in Italia ma in tutta Europa – conclude De Angelis – è il modo migliore per puntare su innovazione, sicurezza, e per competere a pieno titolo con gli USA e l’est Asiatico in fatto di economia verde”.

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Energia – De Angelis (PD) chiede a Scaroni (AD Eni) più rinnovabili e strategia contro dipendenza energetica dalla Russia

Posted on 15 giugno 2011 by redazione

Si è svolta questa mattina, Mercoledì 15 Giugno, l’audizione pubblica congiunta delle commissioni “industria, ricerca ed energia” ed “affari esteri” sul futuro delle energie rinnovabili nell’area del Mediterraneo europeo. In sala c’era anche il deputato europeo del Pd Francesco De Angelis, che ha interloquito a più riprese con l’amministratore delegato di ENI Paolo Scaroni, tra i relatori dell’audizione.

“Ho innanzitutto chiesto all’AD di ENI – ha commentato De Angelis – se alla luce del risultato referendario non sia il momento di tracciare un’ampia strategia integrata di investimento massiccio nelle rinnovabili”. “Non c’è dubbio – continua De Angelis – che passata la boria dell’opzione nucleare, l’Italia deve mettersi al livello degli altri Stati membri per non perdere in competitività”.

“Inoltre – continua l’eurodeputato del Pd – ho ripreso un tema che era già stato oggetto di una mia iniziativa nel 2010, ovvero l’affrancamento dell’Ue dalla dipendenza energetica dalla Russia, che ha importanti implicazioni sia economiche che geopolitiche”. Per il deputato europeo del Pd, infatti, “se il gasdotto South Stream trasporta gas russo saltando l’Ucraina, il progetto europeo Nabucco guarda all’Azerbaijan e al Turkmenistan ed è dunque una valida alternativa all’esclusiva dipendenza da Mosca”.

“E’ evidente che South Stream offra ai soci più garanzie di ordine progettuale – ha aggiunto De Angelis – ed è altrettanto evidente che per il momento Nabucco rimane un’associazione di aziende consumatrici”. “Tuttavia – conclude l’eurodeputato – oltre gli interessi societari ci sono quelli generali, e l’Italia con l’Europa hanno un interesse strategico a puntare alla differenziazione dell’approvvigionamento energetico”.

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