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SPAGNA: MOODY’S MINACCIA DECLASSARE RATING – RISCHIO DOWNGRADING DI UN LIVELLO. NEL MIRINO ANCHE BANCHE

Posted on 29 luglio 2011 by redazione

L’agenzia Moody’s ha minacciato di declassare il rating sul debito sovrano della Spagna attualmente a livello Aa2, a causa dei rischi sui titoli di stato per l’incertezza sul piano di salvataggio per la Grecia, ma anche di previsioni di crescita peggiori delle attese e di un deficit delle amministrazioni regionali che potrebbe essere più alto di quanto previsto inizialmente. «Quando il valore di un debito si indebolisce, Moody’s rivaluta la capacità sovrana di fornire supporto sistemico alle banche nazionali», afferma l’agenzia in una nota, citata dal Wall Street Journal, precisando che l’eventuale downgrating sarebbe di un livello. Subito dopo l’agenzia, come di consueto, ha fatto sapere di aver messo sotto osservazione anche il rating di Bbva, CaixaBank e La Caixa e della Confederazione delle Casse di Risparmio.

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Camera – Commissione Finanze: Il Governo denunci le agenzie di Rating, fanno aggiotaggio sui titoli pubblici, è giunta l’ora di istituire un’agenzie europea

Posted on 27 luglio 2011 by redazione

agenzie ratingLe agenzie di rating fanno «aggiotaggio» e «destabilizzano» il mercato dei titoli di Stato; per questo il governo italiano deve muoversi in sede europea per denunciarle alla neo costituita European Securities Market Authority (Esma). È quanto prevede una risoluzione approvata all’unanimità dalla commissione Finanze della Camera che chiede anche all’esecutivo una iniziativa in sede Ue per dare vita ad una agenzia di rating europea.

La risoluzione porta la prima firma del capogruppo del Pdl Maurizio Bernardo, ma è sottoscritta anche da esponenti del Pd e della Lega Nord ed è stata votata da tutti i gruppi. Essa fa nella sua premessa un atto di accusa alle agenzie di rating, già colpevoli all’inizio della crisi finanziaria di essere state «incapaci nel valutare con il dovuto anticipo alcune patologie registratesi con riferimento ai mutui sub prime». Ma l’atto d’accusa è più circostanziato. Esse sono viziate «da conflitti di interesse tra l’attivit… di valutazione svolta e la prestazione di servizi di consulenza nei confronti dei soggetti che emettono gli strumenti finanziari oggetto della loro valutazione»; anche perchè «i servizi di rating sono pagati dai soggetti che emettono i prodotti finanziari sottoposti al rating»; si aggiunga «il sostanziale oligopolio esistente nel mercato dei servizi di rating» e «l’insufficiente trasparenza nei meccanismi e nelle procedure per la realizzazione dei rating stessi». La commissione Finanze poi ricorda atti specifici recenti, come «la diffusione, effettuata a mercati aperti, di un comunicato di Standard and Poor’s sulla manovra correttiva adottata dal Governo italiano, prima ancora della pubblicazione del testo definitivo della manovra stessa», che ha avuto «gravi ripercussioni sull’andamento delle quotazioni in borsa»; e poi il «declassamento azzardato» da parte di Moody’s del debito pubblico portoghese «che ha prodotto effetti destabilizzanti sui mercati finanziari dell’intera zona euro».

Ecco gli impegni che la risoluzione pone al Governo: in primo luogo «contrastare in sede di Ue comportamenti sostanzialmente riconducibili ad ipotesi di aggiotaggio o simili, tra i quali alcuni recentemente posti in essere dalle agenzie di rating, suscettibili di alterare l’equilibrio e di destabilizzare i mercati finanziari e di incidere sulle condizioni di collocamento del debito, eventualmente sottoponendo la questione alla neocostituita European Securities Market Authority (Esma)», cui è affidata l’azione di vigilanza; poi far introdurre nelle normative Ue «efficaci ed effettivi meccanismi di responsabilizzazione delle agenzie di rating nel caso in cui le loro valutazioni sugli emittenti risultino scorrette o gravemente viziate, e prevedere, nel caso in cui le loro decisioni e i loro comportamenti non siano ispirati al rispetto di doverose regole di deontologia professionale, puntuali misure sanzionatorie di carattere pecuniario». Infine il Governo dovrà agire affinchè l’Unione europea «istituisca un’agenzia di rating creditizio pubblica e indipendente, al fine di controbilanciare il potere delle tre maggiori agenzie di rating e di migliorare il livello di concorrenza nel mercato dei servizi di rating, il quale è invece connotato da una pericolosa condizione di sostanziale oligopolio.

fonte: ANSA

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BCE: IN EUROLANDIA RENDIMENTI TITOLI STATO LUNGO TERMINI INVARIATI. IN GIUGNO E AGLI INIZI DI LUGLIO SI SONO SITUATI AL 3,3%

Posted on 14 luglio 2011 by redazione

A giugno e agli inizi di luglio i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine dell’area dell’euro con rating AAA sono rimasti sostanzialmente stabili, situandosi al 3,3% alla fine del periodo in rassegna. È quanto si legge nel bollettino mensile di luglio della Bce che precisa che negli Usa i rendimenti sui titoli di Stato a lungo termine sono lievemente aumentati, di 5 punti base, e il 6 luglio si sono collocati al 3,1%. Di conseguenza, osserva l’Istituto di Francoforte, «il differenziale fra i tassi di interesse nominali sui titoli di Stato a dieci anni degli Stati Uniti e dell’area dell’euro si è lievemente ristretto nel periodo in esame». Nell’ambito dei mercati del debito sovrano dell’area dell’euro, sottolinea ancora la Bce, «il differenziale dei rendimenti sui titoli di Stato portoghesi e irlandesi rispetto a quelli tedeschi corrispondenti si è ampliato ulteriormente nel periodo in esame. Inoltre, in giugno si è potuto osservare un significativo intensificarsi dei flussi verso investimenti ‘rifugiò. Tali andamenti sono imputabili principalmente all’incertezza relativa al programma di risanamento del governo greco e alle prospettive di una ristrutturazione del debito greco. Inoltre, i timori di una propagazione della crisi ad altri paesi dell’area dell’euro oltre Grecia, Irlanda e Portogallo hanno continuato a pesare sul clima di mercato». Di fatto, rileva la Bce, «si sono riscontrati aumenti dei differenziali sulle obbligazioni sovrane, ancorchè di minore entità, anche in altri paesi dell’area dell’euro. Tali dinamiche, tuttavia, sono in parte attribuibili all’incremento della domanda di titoli di Stato tedeschi in giugno. Alla fine dello stesso mese, quando le tensioni connesse alla crisi del debito sovrano si sono attenuate, i differenziali di rendimento tra obbligazioni sovrane all’interno dell’area dell’euro si sono lievemente ristretti».

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MANOVRA: FAZIO, INTRODUZIONE TICKET NON PER TUTTI, CATEGORIE DEBOLI ESENTI

Posted on 14 luglio 2011 by redazione

«L’introduzione da subito dei ticket riguarda quelli emessi nel 2007, per cui ci sono delle categorie esenti. Non sono spalmati su tutta la popolazione, quindi le categorie deboli sono esenti». Ad affermarlo è il ministro della Salute Ferruccio Fazio, questa mattina a Roma a margine della presentazione del Libro bianco della Gastroenterologia italiana. E ai cronisti che chiedono se si tornerà a pagare subito il ticket sanitario, il ministro risponde: «la modifica alla manovra che è stata apportata ieri va in questa direzione».

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BORSA: PIAZZA AFFARI A PICCO CON I BANCARI, UNICREDIT -7%

Posted on 12 luglio 2011 by redazione

Forti vendite a Piazza Affari che fanno precipitare la Borsa. Il Ftse Mib cede, a un’ora dall’avvio delle negoziazioni, il 4,3% a 17.512 punti, mentre l’All Share lascia sul terreno il 4,17% a 18.247 punti. A trascinare l’indice verso il basso sono soprattutto i bancari con Unicredit che arriva a un picco di ribasso del 7,63% a 1,06 euro e finisce in asta di volatilità, così come molti altri i titoli, tra cui Bpm (-4,46% a 1,34 euro) e Mediolanum (-4,8% a 2,68 euro). Tra gli assicurativi sospesi Generali (-5,53%) e Fonsai (-5,13%). In asta di volatilità anche Lottomatica che cede il 6,41% teorico a 12 euro. Intesa Sanpaolo lascia sul terreno il 5,18% a 1,44 euro; Mediobanca cede il 4,07% a 5,9 euro; Mps -3,88% a 0,47 euro; Ubi banca -3,51% a 3,35 euro. Mediaset ieri in forte ribasso dopo la sentenza sul Lodo Mondadori cede ancora il 3,56% a 2,81 euro; Mondadori lascia sul terreno il 2,85% a 2,18 euro e la Cir di De Benedetti perde il 2,77% a 1,61 euro.

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