Suicidio assistito o salute assistita?

Posted on 21 dicembre 2015 by sergio

suicidio-assistitoDal Fatto quotidiano leggiamo: L’esponente radicale Cappato, annuncia che la Dominique Velati è deceduta a Berna il 15 Dicembre,  si autodenuncia, anticipando che con l’associazione ‘Sos Eutanasia’ altre persone saranno aiutate per portare a termine il suicidio assistito in Svizzera.

La defunta signora Velati, aveva un tumore al colon incurabile secondo le conoscenze della medicina ufficiale. Ma cosa è il suicidio assistito? Con suicidio assistito si intende  l’aiuto medico e amministrativo portato a un soggetto che ha deciso di morire tramite suicidio. Nel suicidio assistito,  l’atto finale di togliersi la vita – somministrandosi le sostanze necessarie in modo autonomo e volontario – è compiuto interamente dal soggetto stesso e non da soggetti terzi, che si occupano di assistere la persona per gli altri aspetti: ricovero, preparazione delle sostanze e gestione tecnica/legale . (fonte Wikipedia). Ma come avviene il suicidio assistito in Svizzera? sul sito dignitas  viene spiegato come avviene il suicidio assistito, ovviamente in Svizzera on in altri paesi ove sia possibile, in condizioni di malattie estreme e irreversibili, dopo fasi di colloqui e accertamenti della volontà del paziente, vien fornito al paziente: “Solo quando la malattia è stata dichiarata incurabile o la persona malata soffre di dolori insopportabili o accusa handicap intollerabili, DIGNITAS offre il suo accompagnamento a chi intende darsi una morte volontaria. DIGNITAS si procura il farmaco necessario, un barbiturico solubile nell’acqua potabile, che non causa dolori e agisce velocemente. Dopo averlo assunto, il paziente si addormenta nel giro di pochi minuti e passa senza sofferenza alcuna dal sonno alla morte. L’uso di un medicamento letale è permesso solo con una ricetta medica, poiché non può essere acquistato liberamente in farmacia. È dunque consigliabile trovare per tempo il medico disposto a redigere la ricetta, fermo restando che nella maggioranza dei casi i medici di famiglia acconsentono alla richiesta. Negli altri rari casi, DIGNITAS può ricorrere a medici Svizzeri indipendenti che collaborano con l’organizzazione. Solo dopo i colloqui approfonditi con il socio nel corso del quale viene accertata l’esistenza dei presupposti richiesti, il medico rilascia la ricetta a DIGNITAS.

Vorrei soffermare la vostra attenzione sul seguente presupposto: “perchè parlare di morte assistita e non di salute assistita?”. Malattie incurabili, depressione, malattie neurodegenerative, in che modo vengono affrontate dalla ricerca scientifica e dai governi mondiali? La risposta è secca: da processo simile al “processo di Norimberga”. Ho avuto contatto con il mondo della ricerca e posso assicurarvi questo: i governi non fanno nulla. Si preoccupano solo di debito sanitario, taglio di spesa pubblica, ma non si interessano assolutamente di ricerca e salute dei cittadini. Cosa resta ad un malato terminale se non la dignità di morire da persona e non da cavia? Credo che l’organizzazione mondiale della Sanità, associazione che si occupano di ricerca, alcuni baroni della ricerca, govermi e ministri della salute andrebbero processati per strage dell’umanità. Investigare soltanto guardando i numeri è terribile, disumano, bestiale, qualcosa di orrendo, quasi da lager nazisti. Le lobby del farmaco  equiparabili al genocidio nazista? Non lo so.

I numeri dei morti per cancro sono impressionanti: “Per capirlo basta un rapido sguardo ai dati diffusi in occasione della Giornata dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) delle Nazioni Unite: cresce in maniera esponenziale il numero di nuove diagnosi, fino ad arrivare ai 25 milioni di casi attesi nel mondo fra 20 anni; mentre nel 2012 i tumori hanno causato 8,2 milioni di morti, circa la metà nella fascia di età tra i 30 e i 69 anni. Dall’edizione 2014 del World Cancer Report , il documento che fornisce un quadro completo sulla malattia a livello mondiale, emerge infatti che: il cancro, come singolo fattore, rappresenta la principale causa di mortalità nel mondo, e che a livello globale l’incidenza negli ultimi 4 anni è cresciuta dell’11 per cento, con oltre 14 milioni di nuovi casi nel 2012 (vale a dire l’equivalente della popolazione di Lombardia e Piemonte unite). E nei prossimi venti anni si stima un aumento del 75 per cento dei casi di cancro nel mondo, fino a raggiungere i 25 milioni di nuove diagnosi nel 2034.”  (Fonte corriere.it) In Italia invece nel 2012 ,secondo il rapporto messo a punto da Aiom e Airtum, nel 2012 si sono registrati 364mila nuovi casi. Ma i casi sono in aumento e si parla che oggi siamo ad un caso su tre persone per nucleo familiare. Quindi se questa non è una pandemia, cos’è? Dovrebbe crearsi gruppi di ricerca coordinati a livello mondiale finanziati dai governi e non dalle multinazionali del farmaco o associazioni senza scrupoli che raccolgono fondi sfruttando il terrore delle persone. Ecco perchè ci vorrebbe un nuovo processo di Norimberga. Le malattie  neurodegenerative invece?
La demenza di Alzheimer oggi colpisce circa il 5% delle persone con più di 60 anni e in Italia si stimano circa 500mila ammalati. È la forma più comune di demenza senile, uno stato provocato da una alterazione delle funzioni cerebrali che implica serie difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività quotidiane. La malattia colpisce la memoria e le funzioni cognitive, si ripercuote sulla capacità di parlare e di pensare ma può causare anche altri problemi fra cui stati di confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale.
La demenza è una condizione che interessa dall’1 al 5 per cento della popolazione sopra i 65 anni di età, con una prevalenza che raddoppia poi ogni quattro anni, giungendo quindi a una percentuale circa del 30 per cento all’età di 80 anni. Per demenza si intende genericamente una condizione di disfunzione cronica e progressiva delle funzioni cerebrali che porta a un declino delle facoltà cognitive della persona. Nella definizione generica di “demenza” rientrano diverse malattie, alcune classificabili come demenze “primarie”, come la malattia di Alzheimer, la demenza con i corpi di Lewy, la demenza frontotemporale, e altre invece definite “secondarie”, in quanto conseguenza di altre condizioni, come ad esempio la demenza da Aids.
Le indicazioni che emergono per quanto concerne l‘osteoporosi, se proiettate alla realtà nazionale, sono abbastanza lontane da quelle fornite dalla fotografia scattata dall’ultima indagine ISTAT secondo cui si dichiara ammalato di questa patologia solo il 4,7% della popolazione totale e il 17,5% delle persone con oltre sessantacinque anni. Il risultato, invece, è piuttosto simile a quello del più recente studio epidemiologico multicentrico nazionale, ESOPO, secondo cui il 23% delle donne di oltre 40 anni e il 14% degli uomini con più di 60 anni è affetto da osteoporosi.
Ci sarebbero da aggiungere altre malattie e soprattutto la depressione: In Italia almeno 1,5 milioni di persone soffrono di depressione mentre il 10% della popolazione italiana, cioè circa 6 milioni di persone, hanno sofferto almeno una volta, nel corso della loro vita, di un episodio depressivo. Secondo le previsioni dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità, nell’ anno 2020 la depressione sarà la seconda causa di malattia, dopo le malattie cardiovascolari, in tutto il mondo, Italia compresa. 
Il problema è la salute, sconfiggendo malattie incurabili, altre insidiose che spingono le persone sull’orlo del precipizio. Ecco perchè bisogna svegliarsi e aprire gli occhi, documentarsi, capire cosa fanno le varie associazioni con i fondi loro elargiti.  Ne riparleremo.

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