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MONTI: PASSI AVANTI UE SULLA CRESCITA, MA OCCORRE FARE DI PIÙ. MAGGIORANZA 27 PER EUROBOND

Posted on 24 maggio 2012 by redazione

a href=”http://www.italialive.org/wp-content/uploads/2012/05/2dc6403b-54ac-40b1-ab43-e15767035f91.jpeg”>Un vertice «promettente» che segna una «piccola accelerazione» verso un maggior impegno dell’Europa sulla crescita. È una moderata soddisfazione quella che Mario Monti esprime al termine del vertice informale di Bruxelles. Sono quasi le due del mattino quando il presidente del Consiglio si presenta davanti alle telecamere. Di aspetti positivi per Roma ce ne sono diversi, ma il presidente del Consiglio preferisce essere realista e ammette che nonostante l’apertura di alcuni «spazi che interessano all’Italia» al Vecchio Continente serve di più soprattutto per tranquillizzare i mercati.» La cena dei Ventisette capi di Stato e di governo, un vertice informale in preparazione di quello di giugno, come previsto non porta a decisioni concrete. Toccherà al prossimo, tra poco più di un mese, il compito di adottare le prime misure necessarie a rilanciare l’economia, precisa il premier. Che le cita: aumento del capitale della Bei, miglior uso dei fondi strutturali, avvio dei project bond. Interventi incoraggianti ma che, sottolinea, non sono sufficienti: «Ci vorrebbe una maggiore consapevolezza» da parte di alcuni partner della complessità della crisi. Ma soprattutto ci vorrebbe un «pacchetto rilevante» di misure per la crescita che avrebbe anche effetti positivi anche per tranquillizzare i mercati. Invece i tempi appaiono più lunghi. Dice di non essere scoraggiato, di conoscere bene le lentezze dell’Unione, ma proprio per questo è necessario «spingerla», anche se magari «un pò alla volta». Parla di parallelismi con Francois Hollande. Conferma il sì della Merkel al vertice a quattro di Roma. Ma fa capire che la strada per altre misure, quelle che lui ritiene più efficaci, è ancora lunga.» Sugli eurobond, ad esempio, spiega che «qualcosa si muove»; riferisce che la maggioranza dei Ventisette «è favorevole» e nonostante le richieste di qualche partner (come la Germania anche se Monti non la cita) il tema «non è stato tolto dal tavolo». Un segnale incoraggiante, aggiunge, visto che a sostenere la mutualizzazione dei debiti ci sono anche pezzi da novanta come la Gran Bretagna. Ma i tempi restano lunghi.» Circa le proposte italiane, il professore ha colto segnali incoraggianti. Sull’idea di trattare in modo diverso gli investimenti pubblici, ad esempio, spiega che spetterà alla Commissione Ue valutare se le spese produttive dei singoli paesi possano essere trattate in modo diverso dalle spese correnti e finire così fuori dalle maglie della disciplina di bilancio. Anche sui debiti della Pa alle imprese nessuno partner ha avuto da ridire sul fatto che l’Italia proseguirà a pagare le aziende saldando tutto entro tre anni: il debito (non il disavanzo in cui i debiti sono calcolati non appena vengono contratti) aumenterà, ma ciò non avrà importanza perchè il Fiscal Compact prevede che il debito inizi a scendere dal 2015 in poi. » Il professore affronta anche il tema della Grecia. «Credo e spero che resti nell’euro», ma invita anche i greci a votare in modo «coerente» alla loro volontà di non abbandonare la moneta unica nelle prossime elezioni

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