FISCO: TENTANO CONDIZIONARE CONTROLLI, 7 INDAGATI CORRUZIONE SONO COMMERCIALISTI, FUNZIONARI AGENZIA ENTRATE E ISPETTORE GDF

Posted on 17 giugno 2011 by redazione

Avrebbero tentato di condizionare l’esito di accertamenti tributari nei confronti di quattro ditte sottoposte a verifica fiscale: è l’accusa per la quale sono finiti sotto inchiesta quattro commercialisti, due funzionari dell’Agenzia delle entrate di Firenze e un ispettore della guardia di finanza. Lo rendono noto le fiamme gialle del capoluogo toscano che hanno condotto le indagini, giunte ora a conclusione: la procura, si spiega in una nota, ha chiesto il rinvio a giudizio. I reati contestati sono corruzione, rivelazione del segreto d’ufficio, abuso d’ufficio e millantato credito. I fatti risalirebbero al periodo aprile-settembre 2009. Le indagini sono scattate quando, durante un controllo fiscale a un carrozziere da parte di una pattuglia della gdf, sarebbe emerso che quest’ultimo avrebbe consegnato al proprio commercialista, di Sesto Fiorentino, 5.500 euro da ‘girarè ai verificatori, al fine di accelerare ed alleggerire l’esito degli accertamenti. In realtà il professionista, dopo aver rassicurato il cliente sul buon esito dei suoi contatti, inesistenti, con i militari, si sarebbe rivolto a un maresciallo delle fiamme gialle suo amico ed estraneo ai controlli in corso, affinchè prendesse informazioni sull’andamento della verifica e facesse il possibile perchè alcune irregolarità non venissero rilevate come conseguenza di un suo errore. Per questo ‘favorè il commercialista, con il concorso di un altro collega, avrebbe regalato al militare 1.500 euro. Tutto questo, spiega la gdf, non è servito a nulla: la verifica fiscale è andata avanti regolarmente e si è conclusa con un verbale di 400.000 euro di redditi imponibili e recuperi, per Iva dovuta e non versata, per oltre 115.000 euro a carico della ditta ispezionata. L’inchiesta poi «si è allargata via via – spiega la gdf – su una serie di pressioni e sollecitazioni poste in essere da un gruppo di professionisti che si adoperavano in favore di loro clienti per ‘ammorbidirè controlli fiscali». In particolare sono emersi i rapporti intrattenuti tra altri due commercialisti e un funzionario della direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate di Firenze finalizzati ad acquisire informazioni riguardo le verifiche e gli accertamenti fiscali in corso e per alleggerirne l’esito finale. In particolare, ciò è avvenuto per un controllo nei confronti di un ottico e di un commerciante all’ingrosso di preziosi. Lo stesso funzionario dell’Agenzia delle entrate, inoltre, tramite una collega, avrebbe accettato buoni di benzina per l’interessamento in favore di un rivenditore di prodotti petroliferi, sottoposto ad accertamento tributario.

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