EUTANASIA: 2-3 ITALIANI AL MESE VANNO A MORIRE IN SVIZZERA, IN AUMENTO

Posted on 22 aprile 2011 by redazione

Ma cosa accade a quei malati terminali che scelgono l’eutanasia? «La Dignitas – spiega Coveri riportando un esempio concreto – ha una graziosa casa immersa nel verde, nelle campagne di Pfaffikon. Qui si arriva solo dopo aver avuto l’ok alla propria richiesta di suicidio assistito e dopo aver stabilito il giorno. A questo punto, si giunge nella struttura e ci si confronta con medici e volontari. I camici bianchi, per legge, sono tenuti a convincerti di non farlo, tentano in ogni modo di farti desistere. Ma se il paziente è deciso a farla finita, dopo varie visite che ne attestano le condizioni, si procede con l’eutanasia». «Il posto è confortevole – assicura il presidente di Exit Italia – si sceglie la musica che deve accompagnare alla fine, si sta con i propri cari, si ha il conforto dei medici e dei volontari».
Materialmente, invece, «si prendono due pasticche anti-vomito – prosegue Coveri – Dopo 10 minuti, se si è ancora convinti, viene somministrato un composto chimico contenente un barbiturico e un sonnifero potentissimo che addormenta profondamente. Impiega 3 minuti a far chiudere gli occhi, nei successivi 5 sopraggiunge l’arresto cardiaco. Non si prova alcun dolore naturalmente», assicura. «Exit Italia dal 1996 lotta per vedere riconosciuto il diritto a una morte dignitosa – spiega Coveri – per questo abbiamo stretto un accordo con la Dignitas ed ExInternational che ci consente di fare informazione sulla loro attività. Ma noi vorremmo che ogni persona nel nostro Paese venisse lasciata libera di decidere sulla fine dei propri giorni, vedendosi riconosciuta la possibilità di morire dignitosamente, se è ciò che desidera».

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