CINEMA – FESTIVAL DI ROMA SCEGLIE MORRICONE CHE A GALAN DICE ‘NOI ANDIAMO AVANT

Posted on 01 giugno 2011 by redazione

«Il ministro dica quello che vuole, noi il Festival lo facciamo. Certe polemiche sono roba da leghisti». Ennio Morricone, appena nominato presidente della giuria del Festival di Roma, intervistato da ‘Il Messaggerò, non gira intorno al problema sollevato dal titolare dei Beni Culturali Giancarlo Galan che nei giorni scorsi a Cannes ha sferrato nei l’ennesimo attacco contro la rassegna cinematografica che dal 27 ottobre prossimo si svolgerà all’Auditorium della Capitale. «Roma – ci tiene a chiarire il maestro pluripremiato – non è in concorrenza con la Mostra di Venezia. Qui si fa cinema da sempre, non a caso Cinecittà non si trova a Treviso. E la città ha sempre risposto bene». La nomina fa «molto piacere» al compositore. «Sono stato in giuria a Cannes e a Venezia – dice – ma mai presidente e ora mi sento investito di una grande responsabilità, che dovrò dividere con gli altri giurati». Al fianco di Morricone ci sarà un’altra celebrità italiana famosa nel mondo: Roberto Bolle, ètoile della Scala e principal dancer dell’American Ballet Theatre.

Intanto il Maestro sta componendo le musiche per il nuovo film che Tornatore girerà prima del kolossal americano sull’assedio di Leningrado: «Sperimenterò qualcosa di nuovo, creerò dei suoni mai sentiti prima», promette. Al regista lo lega «una grande amicizia e la stima professionale. Ho musicato tutti i suoi film – ricorda Morricone – tranne il primo. Il camorrista. Ormai ci capiamo al volo». Un film di recente che lo ha folgorato ? «Noi credevamo di Martone. E non vedo l’ora di vedere The tree of Life di Malick». Ma qual è lo scopo del Festival di Roma ? «Riaffermare l’importanza del cinema, una grande arte che, nella sua complessità è un testimone privilegiato del secolo. Nel bene e nel male. E offrire una grande occasione alla città». Con quali criteri giudicherà i film in concorso? «Cercando di capire, insieme con gli altri giurati, qual è l’opera migliore anche rispetto all’accoglienza che potrà avere dal pubblico. Ricorderò sempre la raccomandazione del presidente di Cannes, Gilles Jacob: premiare un film bellissimo ma destinato a venire respinto dalla gente, ci disse, sarebbe un insuccesso del festival. Voglio discutere di tutto questo con Rondi»

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