Posted on 17 febbraio 2012 by redazione
Gigi D’Alessio-Loredana Bertè e Pierdavide Carone con Lucio Dalla sono i ripescati della terza serata di Sanremo. Visto che si trattava di un televoto il risultato era scontato. Vanno definitivamente a casa Irene Fornaciari e i Marlene Kuntz. Un’altra maratona di quasi cinque ore questa serata – aperta nel segno di Frank Sinatra e di un omaggio di Gianni Morandi a Giancarlo Bigazzi – pensata per celebrare le canzoni italiane che hanno avuto successo nel mondo. Una lunga sequenza di brani storici che ha visto i big del festival esibirsi con artisti stranieri con risultati, ovviamente, diversi. Bello il duetto tra Nina Zilli e Skye dei Morcheeba per Grande grande grande; divertente quello tra Samuele Bersani e Goran Bregovich in Romagna Mia; interessante Dolcenera con Professor Green in Vita spericolata; deludenti Lucio Dalla e Pierdavide Carone in Anema e core; pessimo Shaggy con Chiara Civello in Io che non vivo senza te; ingenua Emma con Gary Go nel Paradiso. Grande Al Jarreau, nonostante i Matia Bazar, in Parla più piano, riuscito a nobilitare il tema del Padrino; brava Noemi a sopravvivere a Sarah Jane Morris in Amarsi un pò; muscolare Francesco Renga con Sergio Dalma nel Mondo; quasi monacale Arisa con Jose Feliciano in Che sarà; emozionanti Gigi D’Alessio e Loredana Bertè che con Macy Gray hanno cantato Almeno tu nell’universo, rendendo omaggio a Mia Martini; affascinante Noa, meno Finardi, in Torna a Surriento. Premiati dalla critica i Marlene Kuntz e Patti Smith in Impressioni di settembre; fracassoni Irene Fornaciari con Brian May (salutato dalla standing ovation del pubblico) e Kerry Ellis in Uno dei tanti. Si sono ascoltate anche altre grandi canzoni, come Because the night, che ha trascinato l’Ariston; La vita è bella; We in this world together, anche un duetto Feliciano-Morandi in C’era un ragazzo in una serata che ha avvicinato Sanremo alla musica internazionale. Superati i guai con la cervicale, Ivana Mrazova è tornata a ballare con scarsi risultati. Rocco Papaleo, sempre più protagonista, si è tolto lo sfizio di cantare e di far ballare, vip compresi, tutto l’Ariston con La foca. D’altra parte spazio per qualcosa di diverso dalla musica ce n’era poco: in questo poco spazio si è inserita l’intervista a Federica Pellegrini con Morandi che si mantiene fedele al suo stile, si emoziona per i verdetti, non è un cerimoniere impeccabile ma è un appassionato complice della musica.
Posted on 19 dicembre 2011 by redazione
«Ascolto solo musica classica, la leggera è tutta uguale, mi sembra di averla già sentita; quando la sento mi viene da dire. ‘Ogni tanto cambiate almeno qualche linea melodica….». Ad affermarlo è Franco Battiato in una intervista a Il Giornale. Il cantautore sta per uscire con una nuova opera «Telesio» dedicata alla vita del filosofo del Cinquecento. un’opera complessa. «Non è obbligatorio scrivere cose semplici – osserva Battiato nell’intervista – la mia mente continua ad esplorare in ogni direzione senza preconcetti. L’unica mia paura è quella di ripetere cose già dette». Come mai un’opera dedicata a Telesio? «Innanzitutto è un omaggio all’epoca rinascimentale e al suo equilibrio – spiega l’artista – È un’opera artistica quindi non vuol riproporre Telesio, ma far conoscere le caratteristiche principali del suo pensiero».
Posted on 11 novembre 2011 by redazione
NEL 2013 SCRIVERÀ IL TERZO VOLUME INIZIATO CON «I PILASTRI DELLA TERRA»
Diventerà una trilogia il ciclo medioevale dei romanzi dello scrittore britannico Ken Follett, iniziato con l’avventurosa storia della costruzione delle cattedrali in «I pilastri della Terra» (1989) e proseguito con «Mondo senza fine» (2007), entrambi tradotti in italiano dall’editore Mondadori. Lo ha annunciato lo stesso autore di tanti bestseller, che ha venduto oltre 120 milioni di copie nel mondo. Lo riferisce lo stampa inglese, dopo l’incontro di Follet con i giornalisti sul set ungherese della miniserie «World Without End», sequel dell’adattamento tv di «I pilastri della Terra».
Ken Follet, 62 anni, ha precisato che scriverà il terzo ed ultimo volume della saga ambientata nell’Inghilterra medievale probabilmente a partire dalla fine del 2013. «Prima infatti devo finire un’altra trilogia», ha chiarito Follet, facendo riferimento al ciclo «Century», dedicato a narrare la grande storia del XX secolo, dalla prima guerra mondiale alla guerra fredda. «La caduta dei giganti», anch’esso pubblicato da Mondadori, è il primo titolo della trilogia apparsa nel 2010: gli altri due volumi usciranno nel 2012, con il titolo «Winter of the World», che narrerà il periodo che va dalla Grande Depressione del 1929 alla seconda gietrtramondiale, e il terzo nel 2014, ancora senza un titolo definitivo. Dopo aver concluso questa impresa novecentesca, Follet tornerà ad occuparsi del suo amato Medioevo, una passione che coltiva da un trentennio.
Posted on 28 settembre 2011 by redazione
Il candidato italiano all’Oscar per il miglior film straniero, designato oggi dalla Commissione istituita presso l’Anica, è «Terraferma» del regista Emanuele Crialese. Battito “Habemus Papam” di Nanni Moretti, l’altro film in lizza per la presentazione alla cerimonia degli Oscar.
Posted on 23 settembre 2011 by redazione
’Dietro le apparenze’ di Giorgia resta in vetta alla classifica Fimi-Gfk degli album più venduti, seguito ancora da ‘Ìm with you’ dei Red Hot Chili Peppers. Sul terzo gradino del podio entra direttamente ‘A dramatic turn of events’ dei Dream Theatre. Al quarto posto stabile ‘Vivere o niente’ di Vasco Rossi, al quinto perde due posizioni ‘Meglio prima’ di J.Ax. Al sesto la seconda new entry della top ten di questa settimana: ‘Senza titolò di Luca Carboni. In settima posizione ‘Viva i romantici’ dei Modà. Ottavo posto per ‘Ora’ di Jovanotti e nono per ’21′ di Adele. Chiude la top ten ‘Nothing but the beat’ di David Guetta. Tra i singoli, subito in vetta alla download chart Fimi-Nielsen il nuovo singolo di Laura Pausini ‘Benvenuto’, seguito al secondo posto da un’altra new entry: ‘Paradise’ dei Coldplay. Scende sul terzo gradino del podio ‘I soliti’ di Vasco Rossi.
Posted on 08 settembre 2011 by redazione
«Cercare il vero e il bello resistendo alle insidiose certezze della tradizione; commettere un simbolico parricidio dei grandi del passato per affermare l’unicità del proprio tempo; mettersi in gioco fino in fondo ogni giorno». Questo il ‘tricalogò di Giovanni Allevi messo in calce sul suo libro appena uscito per Rizzoli «Classico Ribelle». «Giovanni Allevi è ancora un problema, nel mondo accademico non è ancora stato assimilato. Anche questo è il motivo del mio libro. Mi è servito a sistematizzare definitivamente il mio pensiero. Non polemico, ma propositivo». Rivela il musicista in una intervista sul quotidiano Il Tempo. Di Riccardo Muti afferma: «È stato l’unico dei grandi che ha avuto l’umiltà di venire ad ascoltare un mio concerto. Un grande gesto. Ci siamo stretti la mano. Si è fatta un’idea della mia musica perchè c’era, non per sentito dire. È pur vero che l’artista deve proporre la propria opera col massimo della convinzione e senza curarsi dei giudizi. Ma se Muti mi dovesse bocciare, andrei in depressione».