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IN OLANDA MAGGIORE PRODUZIONE DIESEL RINNOVABILE IN EUROPA IMPIANTO DELLA NESTE OIL HA UNA CAPACITÀ DI 800 MILA TON. ANNUE

Posted on 26 settembre 2011 by redazione

Neste Oil ha celebrato l’apertura in Olanda del più grande impianto per la produzione di diesel rinnovabili in Europa. Situato a Rotterdam il nuovo sito Neste Oil vanta, secondo quanto riferisce AutoblogGreen, una capacità produttiva annuale di 800.000 tonnellate di combustibile diesel rinnovabile NExBTL prodotto dall’azienda. La tecnologia permette al NExBTL Neste di utilizzare per la produzione una grande varietà di oli e grassi come materia prima per ricavarne il carburante. Il lancio dell’impianto di produzione di Rotterdam, che rappresenta il quarto sito Neste Oil per i diesel rinnovabili, segna una pietra miliare nella strategia Neste Oil per la produzione di combustibile pulito, garantendo all’impresa la prima posizione al mondo, in termini di volumi, come produttore di diesel rinnovabili. Con l’impianto ora in funzione Neste Oil ha la capacità di erogare più di due milioni di tonnellate di biodiesel rinnovabili in un anno. Secondo le previsioni il carburante NExBTL riduce fino all’80 per cento le emissioni di gas effetto serra, rispetto al gasolio fossile, e le sue proprietà nella combustione pulita lo rendono molto utile nei centri urbani fortemente inquinati.

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Il Tasso di estinzione delle specie “È ora mille volte più alto in Trentino”

Posted on 08 settembre 2011 by redazione

Gli esperti di “Climaticamente” indicano precise responsabilità dell’uomo

L’attuale tasso di estinzione delle specie nel mondo, così come registrato dall’Unione internazionale conservazione della natura, è attualmente 1.000 volte più alto di quello naturale. Il dato è emerso a Trento nell’ambito di «Climatica… mente cambiando – Trentino Clima 2011», la settimana di eventi voluta dalla Provincia autonoma di Trento per parlare di Clima.

A rischio estinzione sono una specie di uccelli su otto, una specie di mammiferi su quattro, una su quattro anche di conifere, una su tre di specie anfibie. Tra le cause di estinzione al primo posto vi è comunque sempre l’uomo, ancora prima che i cambiamenti climatici. Peraltro l’innalzamento delle temperature è causa della migrazione di alcune specie alcune delle quali ampliano il loro areale di diffusione.

Arrivano anche specie aliene, che prima frequentavano altri habitat: il caso forse più macroscopico – e fastidioso – è quello della zanzara Tigre, che ormai ha invaso anche il Trentino. I fattori che concorrono a generare maggiori rischi di estinzione alla fauna, e anche alla flora – hanno spiegato a Trento gli esperti -, sono molteplici. Al primo posto vi è il cambiamento di uso dei suoli, che impatta anche sulla distribuzione della fauna alpina.

Fra le specie oggetto di studio in Trentino la pernice bianca e la lucertola vivipara sono entrambe emblematiche delle dinamiche che l’ecosistema alpino sta conoscendo. La pernice bianca, ad esempio, è un «lascito» delle glaciazioni e vive solo nelle principali catene montuose (Alpi e Pirenei). Dai primi studi è emerso che la specie ha un buon grado di diversità genetica che dovrebbe consentirle di adattarsi più facilmente agli effetti dei mutamenti climatici. Maè l’habitat in cui vive ad essere danneggiato, a causa dello sfruttamento intensivo operato dall’uomo. Preservare l’ambiente dal degrado, dunque – spiegano gli esperti -, è di fondamentale importanza per consentire a specie già sottoposte ad un notevole stress a causa dell’innalzamento delle temperature di sopravvivere.

La biodiversità è una garanzia anche nei confronti della diffusione di particolari malattie e virus, come la Tbe (Tick-borne encephalitis o encefalite da zecche), per la quale risulta determinante la densità di roditori presenti in un determinato habitat, dal momento che costituiscono la specie serbatoio del virus. Si è visto inoltre che una maggiore densità di caprioli può portare ad un aumento delle popolazioni di zecche ma può anche ridurre la circolazione del virus.

Lo studio condotto in Trentino ha modificato un recente scenario sulla diffusione del virus in Nord Italia, dimostrando che preservare l’ecosistema e la biodiversità – in particolare mantenendo alto il numero e la diversità di specie selvatiche presenti nelle aree interessate – può mitigare la circolazione del virus della Tbe mantenendo la sua diffusione entro soglie accettabili. L’ecosistema, insomma, è anche in grado di autoregolarsi.

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AMBIENTE – FUGATTI: PRESTIGIACOMO APRIRÀ TAVOLO PROGETTO ORSO DEPUTATO LEGA NORD ANNUNCIA CONFRONTO DOPO FESTA CON POLEMICHE

Posted on 07 luglio 2011 by redazione

stefania prestigiacomo

stefania prestigiacomo

Oggi ho incontrato alla Camera dei Deputati il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che mi ha comunicato la sua intenzione di aprire nei prossimi giorni un tavolo di confronto con la provincia di Trento e gli enti interessati per approfondire gli aspetti del progetto Life Ursus» di reintroduzione dei plantigradi in Trentino. Ad affermarlo, in una nota, è l’onorevole trentino Maurizio Fugatti (Lega Nord), dopo le polemiche suscitate dall’ organizzazione di una festa locale del partito con menu a base d’orso, proprio per protestare contro la gestione di tale progetto sul territorio. «Credo sia arrivato il momento – ribadisce Fugatti – di valutare il rapporto costi-benefici di questa iniziativa e soprattutto di ascoltare le istanze delle popolazioni montane che da tempo sostengono di subire continui disagi».

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ENEL GP – CRESCE NELL’EOLICO IN FRANCIA, CAPACITÀ INSTALLATA SALE A 138 MW

Posted on 01 luglio 2011 by redazione

Entra in esercizio il più grande impianto eolico realizzato in Francia da Enel Green Power. Coulonges, così si chiama il nuovo parco eolico, si legge in una nota, è costituito da 18 turbine da 2 MW ciascuna, per una capacità installata totale di 36 MW, ed è stato realizzato nei comuni di Coulonges-Thouarsais, La Chapelle-Gaudin, Noirterre, nel dipartimento di Deux Sèvres (Poitou-Charentes).L’impianto, con una produzione annua di 90 milioni di kWh, sarà in grado di soddisfare i consumi di circa 27.000 famiglie, evitando l’emissione in atmosfera di 70.000 tonnellate di CO2. Con Coulonges, il nostro più grande impianto in Francia, sottolinea Francesco Starace, l’ad di Enel Green Power, «confermiamo il nostro obiettivo di rafforzare e incrementare la nostra presenza in un mercato così promettente per le rinnovabili come quello francese, facendo leva sulle nostre ampie competenze che abbracciano tutte le tecnologie del settore,dall’idroelettrico e geotermico a eolico, solare e biomasse». Con il parco di Coulonges, la capacità installata di Enel Green Power raggiunge in Francia 138 MW, con una produzione di circa 300 milioni di kWh all’anno. Sono inoltre in fase di costruzione avanzata altri impianti eolici, per 28 MW complessivi. Enel Green Power può contare anche su ulteriori opportunità di sviluppo da progetti di idroelettrico, solare ed eolico per circa 1.000 MW.

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RIFIUTI: VENDOLA, SIA DICHIARATA EMERGENZA NAZIONALE

Posted on 27 giugno 2011 by redazione

«La Puglia è, come sempre, disponibile a fare la propria parte di solidarietà nei confronti della Campania, a condizione che questa sia dichiarata come emergenza nazionale e chiami in causa ogni parte d’Italia nell’opera di aiuto alle popolazioni napoletane». Così il presidente della Regione Puglia e leader di Sel, Nichi Vendola, ha risposto a Bari, a margine di una conferenza stampa insieme a Lucio Dalla e all’assessore al Mediterraneo Silvia Godelli, ad una domanda dei giornalisti circa la questione dei rifiuti e la posizione assunta dal suo collega Caldoro di ritirare l’ente da lui guidato dai tavoli istituzionali. «Per quanto riguarda il recente passato -ha aggiunto Vendola- la Regione Puglia lamenta invece la scorrettezza di chi non ha voluto rispettare quei protocolli ambientali che noi abbiamo imposto affinchè ci fossero conferimenti che dalla Campania non ci portavano problemi ma rifiuti controllati, perchè -ha concluso- io ho il diritto di chiedere solidarietà per Napoli ma ho il dovere di proteggere la salute dei pugliesi».

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NUCLEARE: DE ANGELIS (PD), AL PARLAMENTO EUROPEO VINCE IL PRINCIPIO ‘CHI INQUINA PAGA’

Posted on 23 giugno 2011 by redazione

“Il voto di oggi del Parlamento europeo sul rapporto Cizelj relativo alla gestione delle scorie nucleari è importante per almeno tre ordini di ragioni”. A dichiararlo è Francesco De Angelis, deputato europeo del Pd e membro della Commissione Industria, Ricerca ed Energia.

“Innanzitutto – spiega De Angelis – il testo ha il merito di armonizzare le disposizioni in materia di stoccaggio delle scorie nucleari: non più 27 disposizioni nazionali, quindi, ma una disciplina europea monitorata in accordo con i regolatori nazionali degli Stati membri produttori di energia nucleare, quindi più sicurezza e garanzie per i lavoratori del settore e per i cittadini . Inoltre l’assemblea ha approvato due emendamenti chiave presentati dal Gruppo Socialista e Democratico. Il primo stabilisce che i Paesi produttori di energia di origine nucleare non potranno in alcun caso esportare i fusti di scorie nucleari in Paesi terzi, spesso del Terzo Mondo e con ripercussioni drammatiche sui territori e le popolazioni locali. Il secondo emendamento ci dà lo slancio invece per affrontare le future battaglie contro il nucleare, in quanto avanza la richiesta che in fatto di energia di origine nucleare il Parlamento sia a pieno titolo co-decisore assieme al Consiglio”.

“Con il voto di oggi, quindi, – aggiunge il deputato europeo – vince il principio secondo cui ‘chi inquina paga’, perché i Paesi nuclearisti non potranno più stoccare i fusti in remoti Paesi del Terzo mondo, ma dovranno studiare costose soluzioni domestiche. Se a ciò aggiungiamo che il Parlamento ha chiaramente espresso la volontà di co-legiferare in fatto di energia di origine nucleare mi sembra che le condizioni in un prossimo futuro per affrontare il tema nucleare nella sua dimensione europea ci siano ormai tutte”. “Chiudere per sempre con il nucleare, non solo in Italia ma in tutta Europa – conclude De Angelis – è il modo migliore per puntare su innovazione, sicurezza, e per competere a pieno titolo con gli USA e l’est Asiatico in fatto di economia verde”.

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