Archive | marzo, 2011

Tags: , , , , , ,

IMMIGRAZIONE:SEI MIGRANTI SOCCORSI DA NAVE MILITARE ITALIANA

Posted on 30 marzo 2011 by redazione

Sei extracomunitari di nazionalità ancora imprecisata sono stati soccorsi la scorsa notte dalla nave della Marina militare italiana ‘Comandante Borsinì nel Canale di Sicilia.

I fatti sono accaduti intorno alle due, quando l’unità della Marina ha intercettato un peschereccio egiziano che poco prima aveva soccorso un barcone di emigranti che stava per affondare: le sei persone a bordo sono state salvate dall’equipaggio del motopesca, che poi ha chiesto l’intervento della nave militare.

Gli extracomunitari, che sono stati sottoposti a controlli sanitari e sono tutti in buone condizioni di salute, sono stati quindi presi in consegna da una motovedetta della Guardia Costiera che li sta portando a Lampedusa.

Commenti disabilitati su IMMIGRAZIONE:SEI MIGRANTI SOCCORSI DA NAVE MILITARE ITALIANA

Tags: , , , , , ,

FIAT: MARCHIONNE, ANCORA AMPIO DIVARIO STABILIMENTI ITALIA-EUROPA

Posted on 30 marzo 2011 by redazione

«Negli ultimi due anni i siti produttivi italiani hanno lavorato ben al di sotto delle loro capacità». Lo ha detto l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, intervenendo all’assemblea degli azionisti in corso al Lingotto di Torino.

«Risulta evidente il divario con gli altri stabilimenti Fiat Group in Europa -ha spiegato Marchionne- l’utilizzo della rete italiana è al 54%, se consideriamo la capacità tecnica arriviamo solo al 37%. Negli altri nostri impianti in Europa, i parametri per misurare la saturazione si sono attestati rispettivamente al 126 a al 78%. Nel corso del 2010 -ha concluso l’amministratore delegato di Fiat- abbiamo compiuto passi importanti per ottenere la più ampia flessibilità operativa degli stabilimenti e garantire loro prospettive sicure».

Commenti disabilitati su FIAT: MARCHIONNE, ANCORA AMPIO DIVARIO STABILIMENTI ITALIA-EUROPA

Tags: , , , , , , , , ,

Lorenzo Lotto alle Scuderie Papali del Quirinale

Posted on 29 marzo 2011 by redazione

Lorenzo Lotto (Venezia 1480 – Loreto 1556) è da collocarsi tra i grandi del ‘500, tra Giorgione, Raffaello, Michelangelo e il grande Tiziano che a lui, Veneziano, a lungo fece ombra e lo costrinse ancora giovane ad allontanarsi dalla sua città d’origine per cercare altrove un riconoscimento alla sua arte, inquietante e misteriosa, che comunque gli fu a lungo negato.
Le Scuderie del Quirinale gli hanno dedicato una imponente mostra in cui si possono ammirare grandi pale d’altare, in taluni casi presenti per la prima volta in una sede museale. L’esposizione esamina la vicenda pittorica del grande maestro che si snoda tra Venezia, Treviso, Bergamo e alcuni piccoli centri marchigiani.
Lorenzo Lotto fu un artista di grande spiritualità e sensibilità artistica ma che purtroppo ebbe una vita travagliata e forse trovò tardivamente la sua pace nelle Marche in cui si confinò per produrre opere spesso malpagate.
Fu artista sensibilissimo al colore e alla continua ricerca del sentire mistico e fu un precursore del ritratto psicologico. Col tempo la sua vena artistica maturata nell’intimo del suo carattere timido e introverso, ombroso e forse un po’ litigioso, si avvale di fremiti luministici, utilizza prospettive azzardate che anticipano il Barocco, lontane dalla realtà.
Dopo pause a Treviso e a Bergamo, tutto sommato creative, approda definitivamente nelle Marche; nel 1553 è ad Ancona. Qui comincia a scrivere il libro delle spese dove annota tutto e fa anche delle riflessioni personali. Da questo ritratto amaro della sua vita viene fuori una figura di uomo deluso e inquieto.
Finirà i suoi giorni in un rifugio protettivo che il Governatore del Santuario di Loreto gli offrirà. Morirà in una data incerta tra il settembre 1556 e il luglio del 1557.

di Rossana Bartolozzi

Commenti disabilitati su Lorenzo Lotto alle Scuderie Papali del Quirinale

Tags: , , , , , , ,

Crisi: Tremonti , non basta piu’ il G20

Posted on 29 marzo 2011 by redazione

La soluzione per la finanza pubblica in Italia non è tassare di più, “non sarebbe una cosa buona per il Paese”, al contrario è “aumentare le tasse a chi non le paga” e poi “spendere di meno”. E’ questa “l’unica via” indicata dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che sull’evasione fiscale parla di “grandissimi risultati”.

Spazia dall’economia interna, alla politica e finanza estera toccando il tema del nucleare, il ministro intervistato da Lucia Annunziata nella trasmissione di Rai 3 “In mezz’ora”. Alla proposta della Cgil di introdurre una patrimoniale, in media l’1% per le famiglie con finanze nette per 800mila euro, che potrebbe generare un gettito di circa 18 miliardi l’anno, Tremonti replica che “un governo che ha tolto l’Ici sulla prima casa ha evidentemente una politica diversa” e quindi “la tassa giusta è sull’evasione fiscale”. Terreno su cui “stiamo agendo con grandissimi risultati, inattesi perfino in Europa dove pensavano dessimo numeri a vanvera, invece sono soldi in cassa”. E sul nucleare, rileva che “se lo avessimo avremmo un tasso di crescita molto più alto di altri”. Passando alle rivolte in Nord Africa e Medio Oriente, il ministro suggerisce di “destinare una quota dell’iva, via volontariato, per aiutare quei popoli in casa loro”, ribadisce che la catena delle rivoluzioni “arriverà in Asia” e sulla Siria, “ho come l’impressione che non c’é il petrolio e che la voglia di intervento sia minore”.

Sul rischio di ripercussioni di questi disordini sulla nostra moneta, Tremonti osserva che “in ballo non c’é la stabilità dell’euro ma tutta l’architettura finanziaria del mondo. Se il capo di una rivolta dice ‘questi soldi che stanno a Wall Street stanno meglio al servizio del mio popolo’ e li ritira è evidente che succede qualcosa di un po’ complicato”. “Il vecchio mondo è finito, quello molto controllato dall’America, molto organizzato sul petrolio, sui fondi sovrani, sugli investimenti più o meno lungimiranti di molti sovrani che manovrano enormi capitali e può essere che ci sia una catena di crisi politiche, il caso della Siria è indicativo. Sta cambiando il mondo e mettere in conto che ci siano anche fatti di impatto finanziario è doveroso”. Il mondo cambia e “non basta più il G20. Mentre il G7 controllava il mondo occidentale in modo completo, il G20 rappresenta l’80% della ricchezza del mondo ma non rappresenta il mondo”. Infine, Tremonti è chiaro sulle imminenti nomine in alcune grandi aziende pubbliche e anche non completamente pubbliche: “Leggo sul giornale ‘Al Ministero del Tesoro si lavora per…’: le posso assicurare che si lavora, ma questo non é lavoro”.

NORME ANTI-OPA SARANNO COME QUELLE FRANCESI – “Lo abbiamo detto: noi abbiamo intenzione di presentare in Europa, tradotta in italiano, la legge francese”. Lo afferma il ministro dell’Economia Giulio Tremonti a proposito delle misure anti-opa messe in campo dopo il caso Parmalat.

“L’Europa presuppone il mercato ma anche la reciprocità e noi abbiamo l’impressione che in molti casi ci sia uno Stato come l’Italia che crede nel mercato e un altro che crede nei monopoli”, ha aggiunto Tremonti, rilevando che “assolutamente si” vale la pena fare una battaglia per l’italianità. Il ministro ha spiegato che “noi abbiamo molti casi in cui l’Italia, che aveva un’azienda pubblica enorme, l’ha divisa, l’ha spacchettata, ha fatto spezzatino e a chi ha dato un pezzo dello spezzatino? – si è chiesto – al monopolio pubblico di un altro Paese e questo a me non sembra giusto”. In particolare, sul caso Parmalat, Tremonti ha ribadito che “abbiamo intenzione di presentare in Europa, tradotta in italiano la legge francese, se va bene per l’Europa in Francia deve valere anche in Italia. Poi ci sono leggi diverse da quella italiana in Germania. Si può anche fare lo shopping di legislazione, non vedo perché una legge che va bene a difendere i lavoratori di un paese non vada bene per difendere quelli del mio paese”.

Commenti disabilitati su Crisi: Tremonti , non basta piu’ il G20

Tags: , , , ,

DONNE E GIUSTIZIA, UNA BATTAGLIA MILLENARIA PREGIUDIZI, VIOLENZE, SOPRUSI SONO SEMPRE PRESENTI

Posted on 29 marzo 2011 by redazione

Dalla prostituta Filumena Marturano, noto personaggio di Eduardo De Filippo, a Rosalba Sciarrone, avvocato di Reggio Calabria e dei ‘casi difficili’, fino a Shirin Ebadi, iraniana, nobel per la pace nel 2003. Anna Alberti: “La consapevolezza dei propri diritti è ancora oggi un lusso che non tutte le donne possono permettersi”

Milano, 29 marzo 2010 – C’è giustizia per le donne in Italia? Quindi vi sono veramente libertà, diritti, rispetto. Giustizia, appunto? Qual è il concetto di giustizia delle donne? Sono questi i punti di partenza del quarto appuntamento del ciclo su Le Virtù delle Donne, organizzato dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna che si terrà il 31 marzo alle 17,30 alla Sala Conte Biancamano al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano (ingresso libero fino ad esaurimento posti, accesso da via Olona 6). Info: www.ondaosservatorio.it.
All’incontro interverranno – introdotti da Fiorenzo Galli, direttore generale del Museo, e Francesca Merzagora, presidente di O.N.Da – Anna Alberti, giornalista di Marie Claire (partner di O.N.Da in questi incontri), Armando Massarenti, giornalista dell’inserto culturale del Sole24Ore, coordinati da Simona Tedesco, direttore responsabile del portale Lei Web di Rizzoli.

“Ogni essere umano – spiega Francesca Merzagora – ha una propria idea di giustizia. Tuttavia è chiaro che, in senso generale, giustizia significa una serie di norme atte a regolare i rapporti tra gli individui nella vita collettiva, in modo tale da rispettare i loro diritti, riducendo le disuguaglianze e lo sfruttamento dei più deboli. Resta da raccontare il rapporto tra donne e giustizia che scopriremo attraverso tre storie molto diverse ma ognuna con un suo particolare ‘messaggio’ di giustizia”.
“Chi non ricorda Filumena Marturano – racconta Armando Massarenti – la prostituta della commedia di Eduardo De Filippo? Filumena, per convincere Don Mimì a sposarla, gli confessa di avere tre figli, che non la conoscono come madre e che lei ha cresciuto sottraendo a Mimì piccoli beni. Uno dei tre è proprio figlio di Don Mimì. Ma Filumena non gli dirà mai quale è, certa che altrimenti Don Mimì dedicherà solo a questo il suo amore, favorendolo a scapito degli altri e facendo nascere la discordia tra loro. Quindi se Don Mimì vorrà essere padre per suo figlio lo dovrà essere per tutti e tre. E alla fine (‘sconsolatamente e disperatamente’) deciderà di sposare Filumena e di essere padre dei suoi tre figli. Sarà costretto a essere equo e imparziale, cioè giusto. Una giustizia con un marchingegno che il filosofo americano John Rawls chiama ‘velo di ignoranza’. Non è un’idea lontana da certe nostre pratiche comuni. In molte situazioni, quando si cerca di essere imparziali, si evita di sapere alcune cose. Don Mimì, grazie proprio al ‘velo di ignoranza’ (e dal senso di giustizia) impostogli da Filumena, è portato ad amare i ragazzi tutti allo stesso modo”.
Dal ‘velo di ignoranza’ che costringe all’imparzialità, alla ricerca assoluta della verità e della giustizia.
“In questo caso – racconta Anna Alberti – vi sono due storie diverse ma in qualche modo esemplari che rendono bene l’idea di cosa sia la giustizia declinata al femminile. Quelle di due donne avvocato – una italiana, l’altra iraniana – che ho avuto modo di incontrare e raccontare. La prima si chiama Rosalba Sciarrone ed esercita la professione nel reggino, dove suo malgrado si è specializzata in casi difficili, approdati al suo studio grazie al passaparola tra le vittime, convinte dalla sua passione civile ma soprattutto dalla fermezza nell’opporsi al maschilismo di cui sono tuttora impregnate quelle terre. È lei che ha difeso Anna Maria Scarfò, una ragazzina violentata dal branco per tre anni consecutivi quando era appena tredicenne, che oggi ha trovato il coraggio di denunciare nonostante l’ostracismo dei suoi concittadini. Tra le sue ‘protette’ ci sono anche imprenditrici ribellatesi al pizzo, mogli picchiate e non più disposte a subire, vittime di stalking. Tutti casi che ha sentito il dovere di assistere perché non bisogna mai smettere di riaffermare valori come la dignità femminile, niente affatto scontati. Sbaglia chi crede che di certe battaglie non ci sia più bisogno. Ci sono ambienti dove le pari opportunità esistono solo sulla carta: la consapevolezza dei propri diritti è ancora oggi un lusso che non tutte possono permettersi”.
Da una “certa Italia” all’Iran il passo è più breve di quanto si creda. “Con Shirin Ebadi, iraniana, nobel per la pace nel 2003 – continua Anna Alberti – ci siamo incontrate a Milano in occasione di Science for Peace. Ciò che più mi ha colpito di lei (donna giudice e presidente di Tribunale in Iran prima che le leggi komeiniste la costringessero alle dimissioni, e poi l’attuale regime all’esilio) è la forza con cui continua anche dall’estero la sua battaglia per i diritti di dissidenti politici, donne e minori (che in Iran ancora oggi possono essere condannati alla pena capitale). Ma anche la tenerezza con cui ricorda la sua cucina, la casa di Theran che ha dovuto abbandonare, le ricette che preparava per le sue figlie, oggi adulte. Una tra le sue ultime battaglie è quella per il regista Jafar Panahi, vincitore di molti premi internazionali (tra cui l’Orso d’argento di Berlino per il film ‘Offside’ nelle sale italiane il prossimo 8 aprile) in carcere da dicembre per i prossimi sei anni, con la terribile aggravante di un divieto all’espatrio e all’esercizio della professione di regista per i prossimi venti”.

Commenti disabilitati su DONNE E GIUSTIZIA, UNA BATTAGLIA MILLENARIA PREGIUDIZI, VIOLENZE, SOPRUSI SONO SEMPRE PRESENTI

Tags: , , , ,

TAMARA DE LEMPICKA La regina del moderno

Posted on 29 marzo 2011 by redazione

“Tamara de Lempicka. La regina del moderno”: dall’11 marzo al 10 luglio 2011 il Complesso del Vittoriano di Roma ospita una delle mostre più complete mai realizzate sull’artista maggiormente nota e amata del periodo Déco, simbolo delle istanze moderniste degli anni Venti e Trenta.
La mostra, curata da Gioia Mori, storica dell’arte nota a livello internazionale per le sue ricerche su Tamara de Lempicka, presenta 80 dipinti e circa 40 disegni di Tamara de Lempicka, che ripercorrono il cammino artistico della “regina del moderno”; 50 fotografie d’epoca – alcune delle quali inedite – documentano il “personaggio” Tamara, ritratta quasi sempre come una diva del cinema anni ’30; 2 film degli anni Trenta in cui la Lempicka si colloca davanti alla macchina da presa; 13 dipinti di artisti polacchi che frequentò in Francia e a Varsavia raccontano il rapporto con l’arte contemporanea della sua patria.

Commenti disabilitati su TAMARA DE LEMPICKA La regina del moderno

Advertise Here
Advertise Here

RELATED SITES

antivirus gratis