Assessorato all’agricoltura Lazio: ripresa delle attività

Posted on 19 gennaio 2011 by redazione

Il 2010 si è concluso con il raggiungimento di obiettivi importanti fra i quali il completo impiego dei fondi del PSR. L’attività dell’Assessorato è già ripresa a pieno ritmo come dimostrano gli appuntamenti e i progetti siglati proprio in questi primi giorni di Gennaio.

Fra questi, tre progetti integrati di filiera, di cui il primo riguarda i Produttori di frutta in guscio del viterbese, il secondo i produttori dei Monti Cimini, e l’ultimo, siglato pochi giorni fa, riguarda da vicino la Società Agricola Colli Etruschi.

Quali sono le loro finalità?

L’approvazione di questi progetti riveste per l’area del viterbese una grande importanza, incidendo sulle principali attività produttive agricole della zona.

I PIF hanno per loro natura una grande rilevanza, essendo progetti di collaborazione fra più soggetti economici e sociali operanti in un preciso comparto, in questo caso la frutta in guscio e la produzione dell’olio d’oliva. La realizzazione di attività di collaborazione fra le aziende, è un aspetto necessario alla crescita delle realtà produttive, soprattutto a fronte della crisi economica in corso, agevolandole nell’accesso ai fondi messi a disposizione dalla Regione e rendendole maggiormente competitive rispetto agli altri mercati.

In particolare l’ultimo dei progetti approvati, il Pif Colli Viterbesi, è costituito da un ammontare di 1 milione e 200mila euro di finanziamenti pubblici indirizzati al miglioramento qualitativo e alla valorizzazione commerciale dell’olio della Tuscia, attraverso l’implementazione aziendale di precise pratiche indirizzate allo scopo.

Uno dei fenomeni che incidono in maggior misura sul settore agricolo riguarda la vendita di prodotti enogastronomici contraffatti. Secondo alcune indagini il 75% dei beni alimentari venduti con il marchio Made in Italy è in realtà un falso. Questo aspetto incide sull’andamento economico del settore in modo allarmante: basti pensare che il fatturato ricavato dalla vendita di prodotti contraffatti arriva a 24 milioni di euro, mentre quello del vero Made in Italy arriva solo a 3 milioni di euro. In proposito in questi giorni si è recata in visita presso il famoso locale Eataly di New York in cui si è tenuta un’esposizione delle specialità della nostra regione. Quale è stata la risonanza dell’evento fra la popolazione di New Yorkese? Quali ulteriori iniziative avete adottato e pensate di adottare per la promozione e tutela del vero Made in Italy?

La manifestazione che si è tenuta presso il famoso Megastore di New York, Eataly, fa parte delle attività di promozione delle eccellenze enogastronomiche italiane ed in particolare di quelle del nostro territorio, che sono state le vere e proprie protagoniste nel mese di Dicembre e in quello di Gennaio. Quella di Eataly è una vetrina molto importante per la valorizzazione commerciale delle tipicità laziali, basti pensare che l’afflusso dei visitatori è sull’ordine delle 25mila persone al giorno. Si tratta inoltre di un mercato originale dato che il visitatore ha molteplici opzioni: ristoranti, bar, scuole di cucina e per sommelier, o ancora l’acquisto diretto delle specialità in vendita.

Con la nostra presenza ad Eataly vogliamo promuovere la filiera corta e la certificazione dei beni alimentari, tanto è vero che durante la conferenza stampa ho parlato proprio delle misure che stiamo attuando in tal senso come la legge sulla tracciabilità. Questi interventi sono importanti per la crescita delle nostre aziende proprio perché, come ricordava lei, il 75% dei prodotti italiani venduti all’estero è in realtà contraffatto. Sembra essersi avviato un percorso virtuoso visto che il Made in Italy sta prendendo sempre più piede, infatti, lo scorso mese il New York Times ha redatto diversi articoli ha proposito della cucina romanesca. Quella del Megastore ci sembra una buona strada che sarà intrapresa anche in Italia con l’apertura, il prossimo Dicembre, di un Eataly anche a Roma.

L’attività venatoria è una tradizione del nostro territorio, gli appassionati del settore hanno tuttavia sollevato delle polemiche in riferimento allo spazio dedicatole nel Lazio; l’assessorato all’agricoltura si è adoperato per venire in contro alle esigenze dei cacciatori posticipando la chiusura della stagione venatoria. Quali sono le differenze con le altre regioni?

Proprio lo scorso lunedì abbiamo, insieme alla Presidente Renata Polverini, firmato un Decreto per posticipare la chiusura della stagione venatoria, in riferimento ad alcune specie tra cui il Colombaccio e la Gazza. Si tratta pertanto di un provvedimento importante per il mondo venatorio al quale siamo vicini, per questo ci siamo adoperati per raccoglierne le istanze.

Progetti per il 2011?

I Progetti in ambito agricolo sono molteplici e se ne potrebbero elencare diversi, tuttavia, fra questi il rilancio dei distretti rurali, la legge sul Km0 già alla segreteria della Giunta e iniziative per la valorizzazione e promozione dei prodotti.

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